Attualità di Pirandello

La stagione teatrale apertasi ieri, 28 ottobre, al teatro Selinus di Castelvetrano, ha proposto agli amanti della prosa Gi Gan Ti, tratto dal testo I giganti della montagna di Luigi Pirandello. Spettacolo intenso e in un certo senso inquietante per la messa in scena di tematiche proprie della poetica pirandelliana, come “vivere e vedersi vivere, il contrasto tra vita e forma, tra persona e personaggio, tra la realtà e il sogno”. Gli esseri umani tendono a fare a meno dei sogni, dell’arte, della poesia, presi dal tran-tran quotidiano e da un pragmatismo che logora e non fa di certo vivere.

Il nostro autore, pensando alla messa in scena dei Giganti, aveva suggerito al figlio Stefano un grande olivo saraceno al centro della scena. Lo spettacolo, che ho visto ieri, proponeva il tema della inconsistenza del vivere, se si abbandona l’ascolto delle voci che provengono dal nostro intimo, se si guarda al mondo degli attori giudicandoli sognatori e non persone che vivono un dramma nella ricerca della verità che non è mai una e indiscutibile. Così scriveva Pirandello: “l’uomo ha della vita un sentimento mutabile e vario, secondo i tempi, casi, la fortuna. All’uomo nascendo è toccato questo triste privilegio di sentirsi vivere”.

I giganti sono simbolo della forza fisica da contrapporre alla forza spirituale dell’arte, ma sulla scena si è sentito parlare poco di loro e non si è visto altro. Il lavoro teatrale, inquietante e ricco di profonde riflessioni sulla vita e sull’arte, mi ha riportata indietro ai miei anni giovanili, ai convegni purandelliani tenuti nella città di Agrigento, ai miei genitori e progenitori nati nella provincia agrigentina, che per me va definita pirandelliana per le varie situazioni e contraddizioni che vediamo ancora oggi. Rileggere il nostro autore mi fa riscoprire la sua attualità e la sua grande opera rivoluzionaria presente nei lavori teatrali  detti, a ragione, Maschere nude, come quelle indossate da  due attori , durante e a chiusura dello spettacolo.

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Il gusto della decenza

Ai nostri giorni si è perso il gusto e il piacere della decenza, quella decenza quotidiana  che il poeta Eugenio Montale riteneva necessaria, pur sapendo di essere ligure, “un po’ stundaiu”, cioé un misto di orgoglio, timidezza, diffidenza, un certo complesso di inferiorità bilanciato dal senso di superiorità nell’ordine dei valori morali”.

Dalle trasmissioni televisive più divertenti, come il Si que vales conduttore Gerri Scotti, con la presenza di altri personaggi televisivi e no, mi giungono immagini poco decenti nel senso proprio della parola. La diva Belen, seminuda, ostentava il seno prorompente sostenuto da due esili bretelline e il resto del fisico  addobbato con velate stoffe improbabili.  La ingenuità  voluta, ma inconsistente, di una donna che possiede doti  e fascino, mi ha portato a pensare al poeta Montale, premio Nobel, noto ai miei lettori , autore di sillogi famose come il Male di vivere, che intendo ricordare: “Spesso il male di vivere ho incontrato….”.

Avverto il male di vivere oggi, in un mondo alla deriva, almeno per certi aspetti e spero tanto che il bene in cui crediamo  in molti, prevalga sul cattivo gusto, sulla indecenza, sulla violenza legata alla corruzione. Rimane soltanto la speranza che qualcosa cambi. Buona giornata

 

Un filo sottile

La vita umana è appesa ad un filo sottile, che immagino di seta, argentato o  dorato, secondo le situazioni attraversate da ciascun essere vivente. Non sappiamo come e quando lasceremo questo mondo e continuiamo a vivere per forza d’inerzia, accusando noia e fastidio per il vento che soffia e per il caldo afoso che toglie il respiro, per le ciarle di altri esseri che sciupano il loro tempo criticando e mai proponendo soluzioni ai vari problemi che ci travolgono e ci angustiano.

Penso anche al regno vegetale e animale, quando le creature presenti nel nostro mondo vivono e vegetano trasmettendo gioia e serenità al cuore inquieto dell’essere umano. A ragione gli scrittori  Tiziano Fratus con I Giganti della terraPietro Maroè  con La tenerezza delle chiome, ci offrono un chiaro e articolato esame del mondo creato, affermando che la cura delle piante è un percorso difficile e impegnativo, che l’ambiente determina la loro crescita rigogliosa o no. Il mondo creato merita la nostra attenzione e la funzione degli alberi e delle piante ci è ben nota fin dagli anni della nostra età scolare. Pietro Maroè afferma che “le piante si stressano. Ci sono gli stress climatici: siccità o troppa pioggia, gelo, vento, neve e fulmini… e poi l’inquinamento della terra e dell’aria, la mancanza di spazio, la competizione con altri esemplarimper luce , aria e nutrienti”.

Come si può prendere coscienza di quanto scrive il nostro autore? Osservando e studiando i fenomeni naturali e rivolgendo la nostra attenzione a quanto accade neile nostre città, da settimane  colme di spazzatura e di disordine in ogni senso a causa della inutile presenza di amministratori chiamati a rendere la nostra vita dignitosa e degna di essere vissuta. A costoro non interessa che anche la loro vita è appesa a un sottile filo….

Inno alla vita

Oggi si é celebrata la giornata della vita e con le riflessioni di  Madre Teresa, auguro ai miei lettori di vivere con fiducia e speranza. 
La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.

La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.

La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è la vita, difendila.
La peggiore malattia oggi
é il non sentirsi desiderati
ne’ amati, il sentirsi abbandonati.
Vi sono molte persone al mondo
che muoiono di fame,
ma un numero ancora maggiore
muore per mancanza d’amore.
Ognuno ha bisogno di amore.
Ognuno deve sapere
di essere desiderato, di essere amato,
e di essere importante per Dio.
Vi é fame d’amore,
e vi e’ fame di Dio.

Ama la vita così com’è
Amala pienamente,senza pretese
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un pò.

Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!

Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L’accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L’ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L’amore.

Le opere dell’amore
sono sempre opere di pace.
Ogni volta che dividerai
il tuo amore con gli altri,
ti accorgerai della pace
che giunge a te e a loro.
Dove c’e’ pace c’e’ Dio,
e’ cosi’ che Dio riversa pace
e gioia nei nostri cuori.

Siamo solo sassolini buttati nel mare
che fanno increspare l’acqua.

Trova un minuto per pensare, trova un minuto per pregare,
trova un minuto per ridere.

Madre Teresa di Calcutta


Inno alla vita della Beata Madre Teresa di Calcutta

La vita è bellezza, ammirala.
La vita è un opportunità, coglila
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è la vita, difendila.
La peggiore malattia oggi è il
non sentirsi desiderati né amati,
il sentirsi abbandonati.