Vento di maestrale

Il vento, che spira da 24 ore sulla costa occidentale della nostra Sicilia, viene definito maestrale, forse perché è il maestro di tutti i venti che si muovono nell’area mediterranea o per altre ragioni. Di fatto il vento arriva da nord-ovest e porta con sé un’aria fredda detta aria artica marittima, è molto ostinato e reca danno ai germogli delle piante fiorite, agli alberi di olivo, ricchi di infiorescenze promettenti e infine porta malinconia all’animo du chi osserva la natura e gli esseri umani.

Ho scritto altre pagine sul vento, ma oggi  il maestrale mi fa rammentare il mio soggiorno a Cagliari, quando alcuni anni fa ero stata chiamata a presiedere una commissione per gli esami di maturità liceale . Allora avevo deciso di alloggiare in un albergo vicinissimo alla spiaggia, dove altri commissari erano già sistemati, perché apprezzavano la bellezza dei luoghi e la vicinanza al mare, da trovare in ogni ora del giorno e anche della notte… per chi ama il bagno  al chiaro di luna. Quel soggiorno fu per me gradevolissimo, con pause di riposo, pur lavorando e preparando gli schemi per ogni giorno degli esami. Molti giorni spirava il maestrale e dovevo cercare le bluse a manica lunga e i cardigan di cotone o addirittura di lana. Per me, che patisco il freddo, quel vento non era noioso, mi portava la brezza marina e mi consentiva di osservare le luci dell’albergo sistemate a illuminare la terrazza-ristorante, frequentata dagli ospiti nelle ore serali.

La Sardegna, isola suggestiva e ricca di colore, merita una visita per le sue bellezze, per il suo pregevole artigianato, per la bontà dei cibi a base di pesce e di carne , per i formaggi famosi come il pecorino sardo, che allora ho tanto gustato da ritornare a casa bene in forma. Al mattino, telefonavo a mia madre e lei tornava a dirmi : “Fai in modo di aiutare i giovani esaminandi e lascia un buon ricordo…” 

Penso che ognuno di noi possa lasciare buoni ricordi, quando chiamati a compiere un compito  un po’ difficile, ci lasciamo condurre dalla buona coscienza e dalla rettitudine.

Il vento

Scrivere qualcosa sulla pioggia , che sta beneficando  i terreni coltivati di questa nostra terra di Sicilia, mi porta a pensare,  confortata, alle continue piogge di queste notti, quando il vento si è dileguato come per miracolo cessando di urlare  fischiando a tutto spiano quasi fosse il padrone del cielo e della terra. Il dio dei venti  che tutti conosciamo, Eolo, forse si comportava  in modo più accettabile se è vero che gli dei delle religioni pagane erano simili agli esseri umani.

Ritorna alla mia mente una canzone  degli anni…. non so dirvelo: “Vento vento, portami via con te, raggiungeremo insieme il firmamento…..” per citare solo alcuni  versi iniziali che dicono tanto alla sensibilità dei miei lettori.

Di certo non vorremmo essere portati via dal  vento o da altri fenomeni meteorologici, ma nel nostro animo esiste il bisogno di raggiungere cieli puliti, di respirare bellezza e verità, trascurando per un po’ le brutture di questo momento storico, carico di violenza, di miseria, di corruzione a tutti i livelli. Aspetto ogni giorno tempi migliori e amo dividere il mio tempo con la pioggia sottile e graziosa e con il vento che va via per  non infastidire nessuno di noi.

 

La voce del vento

La nostra terra di Sicilia viene spesso colpita dal vento di scirocco proveniente dall’Africa. Incessantemente la voce del vento avvolge uomini e cose sibilando, fischiando  a intervalli quasi regolari, fermandosi solo a tratti e per pochi minuti. Ascolto la voce del vento che sembra infierire impietoso  sulle piante  e sulle persone,anche se  vuole dire qualcosa a ciascuno di noi. Il mitico Eolo re dei venti non riesce a dominare e a frenare la forza del vento e nessuno degli umani sa intervenire a proposito. Esistono le barriere frangivento per proteggere le colture, esistono i frangiflutti per calmare l’impeto delle onde marine, ma tutto ciò non basta.

Occorre accettare i capricci del vento e ascoltare  i suoi messaggi, a volte difficili da capire, ma diretti a noi che viviamo su questo pianeta e  comprendiamo le novità del clima impazzito per la stoltezza degli umani pronti a distruggere, a inquinare, a costruire sugli argini. I  vari G7 hanno riunito i potenti della terra per discutere ma le risoluzioni adottate non sono visibili e l’attesa della gente comune diventa inutile e sofferta. Molti di noi ascoltano e accettano i sibili del vento e coltivano nel cuore la speranza che il 2018 ci porti qualche cambiamento.