Programma del Festino

Santa Rosalia-il Festino

Un oceano di duemila rose farà da red carpet alla statua della Santuzza che, come un’epifania, sarà “svelata” ai palermitani sull’arca bianca costruita dai ragazzi del liceo artistico Catalano. Il primo atto del Festino, alle 20, davanti a Palazzo Reale, vedrà il sindaco Leoluca Orlando e l’arcivescovo Corrado Lorefice scoprire il volto della scultura che quest’anno ha le fattezze della giovane attrice palermitana Roberta Azzarone. Sarà lei la protagonista della favola in musica che inizierà alle 21, con uno spettacolo in siciliano, e si concluderà dopo la mezzanotte al Foro Italico, con i tradizionali fuochi d’artificio. «Per la prima volta mettiamo in scena un’opera che esporteremo in teatri lirici e piazze di tutto il mondo», spiega Lollo Franco, per tre volte consecutive direttore artistico del Festino.

Santa Rosalia

A metà luglio Palermo festeggia la sua patrona, Santa Rosalia, che fu inclusa da papa Urbano VIII  (1623-1644) nel Martirologio romano, dove la santa compariva due volte: il giorno 4 settembre, data della morte e il 15 luglio, giorno presunto del ritrovamento delle reliquie nella spelonca del monte Pellegrino.

La storia della Santa, vissuta agli inizi dell’anno Mille, ci è stata tramandata nel secolo XVI, con una serie di notizie derivate dalla tradizione, da iscrizioni e dipinti. Rosalia nacque da SINIBALDO, signore di Quisquina e da Rosa. Fu educata cristianamente, ma giovanissima andò a vivere in una grotta, sita in Santo Stefano Quisquina, nei pressi di Bivona (Agrigento).

Sulle pareti di quella grotta si legge: Ego Rosalia Sinibaldi Quisquine et Rosarum domini filia amore mei Iesu Christi in hoc antro abitare decrevi.

Dopo un breve periodo Rosalia si trasferì a Palermo e precisamente in una grotta stalagmitica sita sul monte Pellegrino, dove visse da eremita fino alla morte.

Il culto della Santa si collega al 1623, anno in cui la peste mieteva vittime, ragion per cui un cacciatore di nome Vincenzo Bonello, avendo perduto la moglie, si recò sul monte per suicidarsi. La nostra Santa gli apparve e lo indusse a vivere nella preghiera accettando la perdita della sua amata. La tradizione narra di una donna malata di peste e guarita, ma tanti fatti potrebbero essere collegati a Rosalia.

La ricerca dei resti di Rosalia sul monte fu lunga e laboriosa e solo nel 1625 una commissione di teologi e di esperti potè stabilire di aver ritrovato le ossa della santa. Il santuario è ancora oggi meta di pellegrinaggi e i suoi devoti, il 5 settembre si recano a piedi sul monte seguendo un sentiero.

Palermo la scelse come sua Patrona e ogni anno, il 15 luglio, celebra il cosiddetto Festino, con rappresentazioni sacre, cortei e altro. Il grido unanime che si leva dalla folla è “Viva Palermu e Santa Rusalia”, fra una pioggia di petali di rosa e i giochi di artificio.