San Lorenzo

X agosto

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli

I versi del  Pascoli sono noti a molti dei miei lettori, come a me, che amavo leggere i vari componimento del poeta ,definito decadente, ma in verità innovatore e precursore della poesia  del Novecento. A torto il poeta venne poco apprezzato e ignorato dai grandi del suo tempo, ma ai giorni nostri va riproposto e amato per avere sottolineato  nella poetica, l’esistenza di un  fanciullino in ognuno di noi, un fanciullo musico che sa cogliere il sorriso e le lacrime di ogni avvenimento.

Attuale la invocazione rivolta al cielo, al nostro mondo immerso nella corruzione e nella immoralità, nonostante la volontà di tanti esseri impegnati nel volontariato e nella difesa dei valori. Il ricordo di mio padre, uomo giusto e sensibile, mi riporta indietro negli anni, ripenso al suo onomastico festeggiato dai nipoti e da noi tutti penso anche ai suoi insegnamenti , al suo esempio e il mio animo avverte una grande nostalgia.