Pioggia torrenziale

Una pioggia torrenziale ha rovinato la festa di Ognissanti e il giorno seguente.

Una pioggia fitta e incessante, definita una bomba d’acqua, anche se nella nostra terra di Sicilia, i primi giorni di novembre erano,  negli anni ormai trascorsi, giorni di sole, di tepore quasi primaverile, che consentiva ai genitori di portare i bambini a visitare le sepolture dei nonni e dei propri cari. Una tradizione, quella siciliana, molto originale e unica, intendo riferirmi ai doni  dei morti, che i ragazzi ricevevano la mattina del 2 novembre. Nel vassoio, che i piccoli portavano in giro per le vie della  piccola città della mia infanzia, erano sistemati melogranate, frutta martorana, taralli, altri dolci e qualche golfino  elegante. Così si viveva negli anni del dopoguerra e noi, poco più che bambini eravamo ben contenti di tutto quello che la vita ci offriva, anche delle piccole cose, che i ragazzi di oggi non apprezzano, anzi chiedono sempre più oggetti sofisticati prodotti dalla tecnologia  avanzata.

Forse i miei lettori mi considerano una persona fra i tanti “laudatores temporis acti”, ma nel mio animo sono vivi e presenti i giorni della mia infanzia, così come li ho vissuti, pieni di luce e di gioia. Riesco ancora a preparare con la farina di mandorle e lo zucchero a velo la frutta martorana, detta così in ricordo di una nobildonna siciliana, Eloisia Martorana, che nel 1193 feve costruire un monastero  benedettino accanto alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, sita in Palermo. La stessa chiesa viene detta comunemente  della Martorana.

Queste notizie, miei cari lettori, mi legano ancor di più alla nostra terra, ricca di  storia, di arte e di bellezza, nonostante l’abbandono  e la noncuranza di tanti che dicono di governare….

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La pioggia

Arriva la pioggia, invocata da molto tempo, da mesi e mesi, con la fondata preoccupazione degli invasi quasi vuoti, dei terreni solcati da profondi segni di aridità, degli alberi sofferenti  con i rami  imploranti rivolti al cielo.

Si diceva che la pioggia viene dal cielo, che è una benedizione del Signore, Dio dell’universo, ma le stagioni capovolte e il clima impazzito mi fanno pensare  e riflettere sulla  reale  angosciante situazione in cui viviamo e che ci piomba addosso momento per momento. Lascio tra le righe la tristezza e rivedo i versi dannunziani de La pioggia nel pineto , avverto la bellezza della natura nel canto francescano del Laudato sì, per citare solo alcuni componimenti  a me cari.

In questa nostra terra di Sicilia il sole dà inizio alle nostre giornate, ma oggi vedo tutto avvolto in una densa fascia biancastra che nasconde le case qui intorno, i palazzi e in  parte gli alberi lontani, perché nello spazio vicino alla zona del parcheggio condominiale, vedo un albero di limone  dalle foglie lucidissime , con i  limoni gialli e quasi maturi bagnati da una pioggia benefica che li rende luminosi  nonostante  tutto.

Vedo  all’orizzonte Sciacca e Selinunte avvolte da un insolito biancore, in attesa del sole isolano che fa vedere il mondo con occhi pieni di speranza.