Gianna e il coniglio

Alla fiera dei giocattoli, qualche tempo fa, la zia Nella aveva acquistato  una bambolina , un coniglio e un orsetto per portarli a casa sua e sistemarli in una poltrona gialla da terrazzo, ampia e adorna di un bel cuscino bianco con piccole rose ricamate in celeste. I tre giocattoli erano destinati alle bimbe, in particolare Sasha e Aurora che frequentano la sua casa e che le vogliono un gran bene tanto da sentirsi nipotine, affettuose come Anastasia, che vive a Verona e  qualche volta verrà anche in Sicilia a trovare le persone care che qui abitano.

Tempo fa, di domenica,  dopo avere allestito un grazioso gazebo, in un angolo della piazza di Castelvetrano, alcune signore proponevano ai passanti l’acquisto di una piccola bambola di stoffa, chiamata “pigotta”, confezionata dalle abili mani delle amiche della zia per aiutare i bambini dei Paesi poveri  attraverso l’Unicef. Chi acquistava una bambola  poteva salvare un bambino che sarebbe stato vaccinato e aiutato a vivere meglio.

Fra le tante bamboline di stoffa, tutte belle, ben vestite, una di nome Gianna attirò l’attenzione della zia che la prese in mano, osservò il suo cappottino bianco e azzurro lavorato ad uncinetto, il suo cappellino bianco e bleu dal quale spuntano tante treccioline bionde che adornano il viso e allora decise di acquistarla. La bambola venne portata a casa e sistemata sulla poltrona gialla con gli altri giocattoli: il coniglio Bianchino che gusta un enorme gelato, l’orsetto Potj vestito di bianco e rosso, la pupazza Celestina con un bel vestito celeste a pois e un grazioso cappellino analogo.

Il coniglio Bianchino, felice di vedersi accanto Gianna, cominciò a guardarla con simpatia, voleva offrirle il gelato, sapere qualcosa di lei, diventare suo amico, ma Gianna era triste perché aveva lasciato le altre bambole sue amiche e si sentiva molto sola. Allora la piccola Celestina cominciò a dirle che potevano essere amiche, giocare insieme, raccontarsi la loro storia e vivere felici con Bianchino e Potj. A quel punto Gianna accennò un timido sorriso e gli altri giocattoli risero forte per la gioia di avere accolto una nuova amica.

La zia Nella, che di solito lavora nella sua grande cucina-soggiorno non si accorgeva di nulla, ma quando si avvicinò alla poltrona gialla vide che il coniglio Bianchino si era voltato verso la bambola Gianna e la guardava compiaciuto, le sorrideva lasciando da parte il suo gustoso enorme gelato. Il coniglio aveva capito che  trovare una nuova amica è più importante di qualunque cosa perché “chi trova un amico trova un tesoro” , dice un antico proverbio.

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