Giuseppe Moscati

Tempo fa mi è stato donato un momento particolare, quando ho potuto visionare il filmato sulla figura del medico Giuseppe Moscati. Un medico santo, come lo chiamavano i napoletani negli ultimi anni del secolo XIX, nei momenti difficili in cui imperversava il colera e l’ospedale degli incurabili era super affollato di malati, presi in cura dal  Moscati e aiutati a vivere e a morire come persone e non come scarti della società.

Aveva scelto di frequentare la Facoltà di medicina per aiutare i sofferenti  e in particolare i poveri, da lui assistiti gratuitamente per tutto il tempo della sua vita.

Amante dell’arte e della letteratura, metteva da parte le sue  aspirazioni pur di fare bene il suo dovere di medico, chiamato a confortare, ad ascoltare il malato, a fargli sentire tutta la condivisione e comprensione possibili. Le sue doti erano sostenute da una fede  vera e da una carità vissuta nei termini evangelici, senza ostentazione, senza ambizioni, con umiltà. Si è veramente grandi quando si diventa piccoli davanti alla difficoltà e quando si confida in un Essere superiore che ci guida e ci protegge.

La chiesa del Gesù nuovo, sita in Napoli, custodisce il corpo del medico santo, oggi invocato dai napoletani e da molti credenti italiani e no. Penso che il grande esempio di Giuseppe Moscati dovrebbe svegliare  sentimenti di grande umanità in ciascuno di noi e in coloro che esercitano la professione medica.

Il calendario dei Santi ne fa memoria oggi, insieme a Santa Gertrude la grande e ad altri.