Corre Gennaio

Il primo mese dell’anno scorre velocemente e già siamo arrivati a metà del suo percorso. Da giovanissima contavo i giorni e li cancellavo sulla mia agendina, con il desiderio di arrivare presto ai mesi primaverili e in particolare alla Pasqua, festa della Natura e della Risurrezione di Cristo.

Solo per le feste di Natale e Pasqua era consentito a noi collegiali dei lontani anni cinquanta, uscire dal collegio e trascorrere le feste in famiglia.  Immaginate, miei cari lettori, quale ansia mi prendeva contando i giorni che non correvano come adesso, anzi erano lenti e poco  attenti al mio bisogno di arrivare alla solita meta.

Le categorie del tempo e dello spazio hanno appassionato tanti filosofi e pensatori, ma vivere su questo pianeta significa prendere coscienza dell’attimo fuggente e non essere tristi perché il tempo vola. Il  grande Ugo Foscolo teneva nella sua camera un cartello con la frase scritta a grandi lettere ” Ruit  ora Ugo” e il ricordo di questo particolare, riferitomi dalla mia docente fiorentina Suor Anna Damasina Peruzzi, mi conforta e mia aiuta ad accettare la corsa di Gennaio e la corsa del tempo.

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Gennaio

Corre gennaio

Il tempo accelera il suo ritmo e vedo correre a grandi passi il primo mese di questo anno 2016, anno bisesto e spero non funesto, come recitava un antico detto popolare.Il clima invernale e le stagioni non ci sono più e la mancanza di pioggia danneggia fortemente tutte le colture, alberi e ortaggi in particolare. Il disastro ambientale e l’inquinamento del pianeta terra, nonostante i convegni dei potenti della terra, sono evidenti e preoccupanti. Le notizie trasmesse tal telegiornale provocano ansia e paure per la violenza dilagante, per la follia degli umani che vogliono uccidere, annientare la vita con i  mezzi più impensabili. Dove sono finiti i valori della famiglia, del lavoro, del rispetto per le fasce deboli? Si è perso il senso della vita come bene ricevuto, da spendere e da valorizzare in tutti i modi, si è perso il legame con Dio, creatore del mondo, della natura e dell’umano.Il cantico francescano Laudato si’ va riletto, meditato, cantato, riscoprendo la gioia di essere e di esserci, in questo mondo così mutato e così problematico. Trascorra gennaio serenamente per voi miei lettori e anche per me.

Nella Cusumano