L’itinerario dei saperi e dei sapori

Visita al centro storico di Castelvetrano -Selinunte 

Da piazza Regina Margherita– piccolo giardino della fine Ottocento, con una fontana del Rutelli, la cosiddetta “bambocciata”, al Liceo classico G.Pantaleo, ex-convento domenicano, costruito nel 1470 con la chiesa di S.Domenico, un vero capolavoro del manierismo siciliano, definita la Bibbia di pietra.

Giovanni Pantaleo, eroe garibaldino, radunò 200 picciotti e lasciato il convento dei Riformati di Salemi, seguì Garibaldi in tutte le sue imprese. Lasciò il suo abito di frate

Visse la sua vita avventurosa ed è sepolto a Roma, nel cimitero del Verano .

Chiesa di S.Giovanni Battista-patrono della città insieme a S.Francesco da Paola-

Costruita nel 1589 per la generosità della famiglia Majo, fu completata egli anni e rimaneggiata  alla fine dell’Ottocento per un disastroso incendio. Troviamo una pregevole statua in marmo di S.Giovanni Battista del Gagini, scolpita nel 1522. Degne di nota le opere pittoriche di Pietro Novelli e di Orazio Ferraro, come gli affreschi di Gennaro Pardo.

Chiesa di Sant’Agostino– 1565-1570 è sede permanente della mostra Selinunte immaginata.

Museo civico– ospitato nel cinquecentesco palazzo Majo, dove ha sede anche la Biblioteca comunale. Il Museo è ricco di reperti archeologici, fra i quali l’Efebo e la lamina plumbea. Le metope selinuntine sono custodite al Museo di Palermo.

Sistema delle piazze– centro politico religioso e sociale della città, con edifici di epoche e di stili diversi. Degni di nota: la chiesa del Purgatorio, oggi Auditorium, dove è stata allestita una mostra sul Ferraro, allievo del Serpotta, il Collegio di Maria, la collegiata dei Santi Pietro e Paolo voluta dalla principessa Stefania Aragona Cortes, il Palazzo di città, propaggine secentesca del Palazzo Pignatelli, realizzato  sulla struttura di un medievale castello federiciano, di cui rimane la torre ottagonale di nord-est.

Chiesa Madre– dedicata a Maria Assunta, fu ristrutturata a partire dal 1520 per volere di Gian Vincenzo Tagliavia. Sono presenti pregevoli opere d’arte  e decorazioni, opera del Serpotta e di Antonino Ferraro jr. La torre campanaria di S.  Giorgio  fu costruita nel 1552 per volere di Carlo d’Aragona.

Fontana della Ninfa– del 1615- al suo apice si nota lo stemma della città con la palma dei Tagliavia  che si collega a Palmosa civitas, definizione attribuita da Virgilio a Selinunte nel III libro dell’Eneide .

Necropoli– nella stessa piazza è visibile un’estesa necropoli del periodo bizantino o del cristianesimo delle origini, a dimostrazione delle antiche tracce  della presenza umana nel territorio della città.

Teatro Selinus– di stile neoclassico- costruito alla fine dell’Ottocento, là dove esisteva un piccolo albergo che ospitò Goethe nel 1787. All’ingresso la bambocciata di Mario Rutelli (1883). Famoso il sipario(1910) di Gennaro Pardo che raffigura Empedocle che parla ai Selinuntini .

 

Itinerario dei sapori– sulla via Garibaldi, al panificio Rizzo troviamo il pane nero ottenuto con la fusione di due tipi di farina, quella di grano duro e quella di tumminìa, una varietà di frumento locale, macinato a pietra .

Il pane impastato con acqua, sale e lievito naturale, viene  cotto in forno alimentato con rami d’olivo. Si consuma appena caldo e cunzatu con olio d’oliva, formaggio fresco, alici diliscate, pomodoro e basilico.

Olive verdi della varietà nocellara del Belice, condite con carota e sedano ( olivi cunzati) e gustate con un po’ di pane nero.

Biscotti piccanti– tipici per le spezie che contengono.

Dolci – gateau di ricotta farcito con canditi e cioccolato fondente, dolci natalizi con ripieno di mandorla e miele.

Nella Cusumano Lombardo

 

Nella Cusumano Lombardo

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