La bougainvillea di casa Crispi

A Rio de Janeiro,nel 1769, Philibert Commerson, botanico aggregato alla spedizione intorno al mondo dell’ammiraglio Louis Antoine de Bougainville, individuò questo genere di pianta dalle numerose brattee che contornano il piccolo fiore giallo. Nella nostra isola ampie pareti assolate e muri di recinzione sono illuminati dallo splendore della bougainvillea, di color viola ciclamino,ma soltanto chi proviene dalle regioni del Nord può stupirsi di uno spettacolo così frequente .

Il nome della nostra pianta amica ci riporta al nobile Bougainville, che dopo aver esercitato l’avvocatura e la carriera militare si dedicò alla navigazione specie del Pacifico, riuscendo ad individuare le isole Paumotu, le Samoa, le Nuove Ebridi . Il nostro navigatore partecipò anche con incarichi di comando alla guerra di indipendenza americana ( 1778-1782) . Nella piccola città in cui ho trascorso la mia infanzia e parte della giovinezza, esiste la casa “Crispi”, un grande caseggiato con un giardino all’interno, ma visibile anche da fuori; il muro di cinta delimitato da un ampio portone d’ingresso era ricoperto da una enorme e prosperosa bougainvillea di color violaceo che si imponeva agli occhi dei passanti e incuriosiva i ragazzi del quartiere pronti a strappare dai lunghi sarmenti i cosiddetti “fiori” cioè le brattee delicatissime quasi di carta velina colorata .

I giochi all’aperto erano una caratteristica degli anni cinquanta, quando la piccola via detta dei “pellegrini” era animata da noi ragazzi felici di giocare a campanaro, di saltellare con la corda, di raccogliere formiche per custodirle in uno scatolino di latta.

Ad un certo punto si andava tutti verso il muretto di casa Crispi e si strappavano i fiori della bougainvillea richiamando l’attenzione di una donna esile a servizio dei signori che abitavano in quella casa, una donna mite e fedele ai suoi doveri, di nome Laura ; lei ci richiamava amorevolmente e ci sollecitava a tornare a casa dai nostri familiari, dalle mamme che stavano in pensiero per noi. Il suo modo di fare pacato e affettuoso ci distoglieva dal gesto sciagurato rivolto alla pianta fiorita e tornavamo ai nostri giochi fino all’imbrunire quando la voce di mia madre mi chiamava invitandomi ripetutamente a ritornare a casa . Ancora sento dentro di me quella voce e rivedo i miei compagni di gioco che la vita ha disperso un po’ per ogni dove e ripeto a me stessa che la ricerca del “tempo perduto” alla maniera di Marcel Proust è simile ad un piacevole tuffo nel passato felice dell’infanzia .

Ma torniamo al nostro Francesco Crispi, statista noto alla maggior parte dei lettori, nato a Ribera, anche se molti libri di storia lo dicono nato a Palermo come se la grandezza di una persona si potesse misurare in relazione alla città natale… Nella piccola città della mia infanzia, come ho già scritto, la bougainvillea di casa Crispi forse vive ancora ma non è più la stessa come ciascuno di noi, chiamato dalle circostanze più impensate a percorrere un certo cammino, ricco di esperienze e di gratificazioni senza dubbio, ma incompleto perché segnato anche dalla sofferenza e perché ancora non definito.

La nostra pianta presente in molti spazi, dalle villette ai giardini comunali, allieta il paesaggio e produce ai nostri occhi l’effetto di un gioco d’artificio, proviene dall’America del sud , come si è detto, assume diversi colori , dal rosso porpora al bianco al violaceo al color terracotta chiaro. Ne esistono 20 specie, resiste bene alle intemperie nelle zone assolate come la nostra isola, riveste ampie pareti e ricopre coi lunghi sarmenti adorni di brattee colorate e di un piccolo inconsistente fiore giallo, muri di ogni genere .

La storia della bougainvillea di casa Crispi può sembrare banale, ma assume significato se il ritorno al passato lascia affiorare in noi immagini, suoni, colori che hanno fatto parte della nostra vita.

Nella Cusumano Lombardo