Imparare a crescere

Un antico detto recita così: “Noè, nonostante i suoi cento anni, non finiva di imparare“. Forse il Noè dell’arca, costruita per superare il momento tragico del diluvio universale, si era salvato ed aveva imparato a vivere in modo diverso, occupandosi dei suoi cari, curando gli animali presenti nell’arca, pregando il Sommo Dio onnipotente di far cessare la paura. La sua crescita spirituale e morale la immagino come un percorso di accettazione e di speranza, di dolore e di paura.

Forse il mio pensiero ad una figura biblica così nota, mi porta a desiderare anch’io un rifugio alle mie paure, un raggio di speranza e di fiducia per superare il momento presente, tristemente colpito da un virus malefico, nascosto e imprevedibile che ci conduce tutti quanti a voler capire, a voler evitare il peggio.

Noi anziani non desideriamo vivere cento anni, ma crescere, nonostante la nostra età, nella serenità e nella comprensione del tempo in cui viviamo.

Mi auguro che i giovani comprendano e osservino le norme necessarie per evitare i contagi, visto che anche la loro vita viene stravolta. La loro crescita deriva dal nostro esempio, dalla nostra prudenza e dal nostro amore.

Nella Cusumano Lombardo

Ogni giorno

Ogni giorno

vedo un ippocastano 

dal soggiorno di questa casa

e ammiro uno spettacolo stupendo.

Foglie verdi regolari articolate

per comporre un’armonia

di luce accarezzata

da un leggero vento

di primavera.

Ripenso alle palme

della mia terra

ai fiori di maggio

ai limoni maturi

raccolti a Triscina,

alle piante del mio terrazzo

e medito sul mio ritorno

se questo tempo infelice

mi concederà

un vero sereno ritorno…

Quanti anni

Oggi  23 maggio ricordiamo la strage di Capaci, quando il giudice Giovanni Falcone , la moglie Francesca Morvillo e la scorta venivano uccisi da mani assassine che avevano sistemato un potente esplosivo in prossimità dell’autostrada che porta a Palermo.

Un fatto terribile da destare sgomento e paura nell’animo di tanti che amano la giustizia e la legalità e da tanti anni custodiscono nel cuore le parole del giudice che affermava “le idee camminano con le gambe degli uomini” e riguardo la paura scriveva che “l’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura  e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco,il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza”.

Oggi in tutta Italia e in particolare a Palermo e in tutta la Sicilia, molte persone hanno esposto ai balconi un lenzuolo bianco e la bandiera italiana. I giovani, che negli anni arrivavano a Palermo con la nave della legalità , oggi hanno dovuto rinunciare perché il Covid, male e disastro dei giorni nostri, ha portato i contagiati dal virus a vivere su quella nave. Tanti anni sono trascorsi dal 1992 ad oggi e avverto fortemente l’attualità delle parole del giudice, che sembra esortarci a non vivere di paura, ma a cercare le ragioni della prudenza e del rispetto delle norme. Speriamo tutti che il virus malefico possa rallentare i contagi e viviamo il nostro isolamento forzato come un momento difficile che passerà non sappiamo come e quando…

Le forze creative

Non è facile creare qualcosa avvalendosi delle proprie doti intellettuali e della fantasia, comune negli adolescenti e negli artisti in senso lato. Ripenso alla poesia, alla musica, alle varie arti e ai grandi autori della letteratura italiana e straniera.

Negli anni della mia infanzia e adolescenza ricevevo in regalo molti libri perché, nel periodo del dopoguerra , leggevo molto, anche se lo svago preferito era il gioco all’aperto, a parte le gite in campagna o al mare. Mia madre intratteneva me e mia sorella con la lettura di pagine molto belle e accattivanti come “Scegli il tuo mestiere”, titolo di un piccolo libro cartonato e ricco di illustrazioni che affascinavano la nostra mente. Preferivo la storia di Dario, convinto di fare il pasticciere e di Mariarosa che voleva fare la fioraia, forse perché fin da allora i fiori e i dolci erano preferiti da tutta la famiglia.

La mia giovinezza era ricca di  idee, di varie occupazioni, che riempivano il mio tempo libero. Creavo fiori con la stagnola dei cioccolatini, dipingevo su mattonelle bianche e lucide, avanzate dalla ristrutturazione del bagno, provavo a lavorare a maglia e all’uncinetto, riuscivo nel periodo estivo, insieme a mia sorella, a ricamare seguendo le proposte di Mani di fata, periodico preferito da mia madre.

Le forze creative erano già in noi,senza che ne fossimo consapevoli, ma ripensando a quegli anni sereni e spesi bene, una grande nostalgia mi prende e vorrei tanto che l’infanzia e l’adolescenza fosse felice per tante creature fragili , che vivono in questo nostro tempo, coinvolte in  attività diverse, ma infelici e insoddisfatte .

Le parole di Goethe

“Le mie forze creative sono state ridotte ad un’irrequieta indolenza. Non ho fantasia, nessun sentimento per la natura, e leggere mi è diventato ripugnante. Quando siamo derubati di noi stessi, siamo derubati di tutto!”
Johann Wolfgang Goethe

Nessuno dei miei lettori vuole paragonarsi al grande autore ben noto a molti, ma la breve affermazione dice molto riguardo un malessere diffuso  e poco valutato per la sua vera entità e gravità. Di solito si sorride e si attribuiscono la cause della depressione a fattori esterni, come il caldo, la fatica, la fretta nel realizzare i nostri progetti, ma le vere ragioni vanno cercate nel profondo dell’anima e della mente. Da una vita, ricca di affermazioni in campo lavorativo e di affetti in ambito familiare, dovrebbe scaturire una terza età serena e poco tormentata. Sappiamo bene che il nostro fisico si deteriora e gli organi vanno a indebolirsi, ma accettare le situazioni di malessere non è facile.

Occorre grande forza di volontà e fede in Dio che non ci abbandona e vuole solo il nostro bene. Auguro a tutti  i miei lettori tanta serenità.

Nella Cusumano Lombardo

Mantecato al caffé

Nei nostri supermarket trovo una grande varietà di gelati e la mia curiosità si sofferma sull’aggettivo “mantecato”,  che significa ridotto a manteca, cioè a qualcosa di  morbido e cremoso. Oggi ho acquistato una vaschetta di gelato mantecato al caffè, ma di caffè c’è solo un sottile filo scuro che forma un grazioso disegno. Occorre un buon caffè per affogare il gelato, qui sta la soluzione perché si possa avvertire  un gusto piacevole.

Mi torna in mente anche il baccalà mantecato, tipico della cucina veneta, che non conosco bene, ma sono convinta che l’aggettivo di cui mi sto occupando si adatta a diverse situazioni e preparazioni culinarie.

L’estate, che sta correndo a passi veloci, non è molto propizia a chi soffre di diverse patologie, intendo riferirmi alle persone della mia età, agli anziani, costretti a rimanere a casa per i 40 gradi ( che si alternano a calo di temperatura improvviso e deleterio), ai neonati e ai piccolissimi che devono stare in spiaggia nelle prime ore del mattino e talvolta vengono tenuti a casa dai nonni  perché i genitori sono al lavoro.

I mesi estivi, vissuti nei miei anni giovanili, erano belli, ricchi di sole e di mare, senza sbalzi assurdi di temperatura, senza bombe d’acqua devastatrici  e deleterie, quando la spiaggia di Puntapiccola, in quel di Porto Empedocle, luogo natio del nostro Andrea Camilleri, ci accoglieva nei mesi estivi e noi ragazzi stavamo volentieri con altri coetanei, vivendo il miglior tempo della nostra vita.

Miei cari lettori, imparo ogni giorno ad affrontare le situazioni più impreviste e cerco di ricordare il tempo bello della mia adolescenza. Buona estate nonostante tutto.

Una estate torrida

Giugno è iniziato  con punte di  40 gradi, registrate sin dalle ore del mattino e durature fino a sera inoltrata. Dal maggio piovoso, simile a marzo, si è passati di colpo all’inizio di una estate che prevedo torrida e dannosa per la salute di tutti, ancor più per gli anziani e i bambini. Mi chiedo: dove sono le stagioni? le abbiamo perdute o possiamo averne due, l’inverno e l’estate, che non sono le stagioni che conosco, ma altro, fenomeni inprevedibili e portatori di danni alle colture, ai mari già inquinati e poco sicuri, alla fauna marina e no.

Il cambiamento climatico che definirei stravolgimento dannoso, ci riporta alle petizioni per la salvezza dellla terra, ai cortei organizzati dai giovani capeggiati dalla giovane Greta, per altro criticata e incompresa da molti.

La voce di Papa Francesco, a tal proposito, non è compresa né ascoltata, nonostante l’enciclica Laudato si’ ,che tratta ampiamente della tutela  del creato, dono di Dio, dell’inquinamento, definito “degrado umano e sociale” in quanto colpisce  ogni settore della vita e danneggia i più poveri del pianeta terra. Non ci resta che aspettare le decisioni dei grandi della terra, incapaci di vedere la realtà terribile in cui viviamo, almeno fino ad oggi….. sperando che la loro mente si svegli e si adoperi per la salvezza di quel che resta di questo nostro pianeta.

Arriva Giugno

I nostri anziani affermavano riguardo le stagioni: “aprile non ti scoprire, maggio vacci adagio, giugno apri il pugno” per consigliare a noi tutti di non fare il cosidetto cambio di stagione e passare dagli indumenti di lana a quelli estivi.

Il cambiamento climatico, vero problema dei nostri giorni, mi porta a verificare che a fine maggio è ancora inverno, tanto da mettere in funzione l’impianto del metano e da lasciare le coperte come in periodo natalizio.

Cosa dire ? Speriamo in una estate che sia vera stagione di mare e di sole….

La luce del Risorto

Cieli grigi, fasci di luce

nel cielo di Aprile.

Penso alla luce intensa

del cielo limpido

e azzurro  della nostra

primavera  siciliana

tradita dalle stagioni

ormai inesistenti

e dal clima impazzito.

Vedo un timido arcobaleno

all’orizzonte e ancora fasci di luce

che mi comunicano gioia e speranza.

La luce del Risorto, solo quella

può recare serenità e verità

può darmi forza e volontà

per credere e per amare

nonostante tutto.

Auguri per tutti i miei lettori, che credono nella Pasqua.

 

 

 

 

Piove su ciascuno di noi

Piove sul giusto e piove anche sull’ingiusto: ma sul giusto piove di più, perché l’ingiusto gli ruba l’ombrello.

La pioggia, benefica se riesce a salvare le piante e gli alberi portando il refrigerio necessario alla natura e a noi esseri umani, talvolta diventa pericolosa, torrenziale, travolge argini e terreni, danneggia le piantagioni e le serre. I nostri nonni affermavano Aprile, ogni goccia è un barile… e mi auguro che questo mese  sia così benefico .