Le parole di Goethe

“Le mie forze creative sono state ridotte ad un’irrequieta indolenza. Non ho fantasia, nessun sentimento per la natura, e leggere mi è diventato ripugnante. Quando siamo derubati di noi stessi, siamo derubati di tutto!”
Johann Wolfgang Goethe

Nessuno dei miei lettori vuole paragonarsi al grande autore ben noto a molti, ma la breve affermazione dice molto riguardo un malessere diffuso  e poco valutato per la sua vera entità e gravità. Di solito si sorride e si attribuiscono la cause della depressione a fattori esterni, come il caldo, la fatica, la fretta nel realizzare i nostri progetti, ma le vere ragioni vanno cercate nel profondo dell’anima e della mente. Da una vita, ricca di affermazioni in campo lavorativo e di affetti in ambito familiare, dovrebbe scaturire una terza età serena e poco tormentata. Sappiamo bene che il nostro fisico si deteriora e gli organi vanno a indebolirsi, ma accettare le situazioni di malessere non è facile.

Occorre grande forza di volontà e fede in Dio che non ci abbandona e vuole solo il nostro bene. Auguro a tutti  i miei lettori tanta serenità.

Nella Cusumano Lombardo

Una estate torrida

Giugno è iniziato  con punte di  40 gradi, registrate sin dalle ore del mattino e durature fino a sera inoltrata. Dal maggio piovoso, simile a marzo, si è passati di colpo all’inizio di una estate che prevedo torrida e dannosa per la salute di tutti, ancor più per gli anziani e i bambini. Mi chiedo: dove sono le stagioni? le abbiamo perdute o possiamo averne due, l’inverno e l’estate, che non sono le stagioni che conosco, ma altro, fenomeni inprevedibili e portatori di danni alle colture, ai mari già inquinati e poco sicuri, alla fauna marina e no.

Il cambiamento climatico che definirei stravolgimento dannoso, ci riporta alle petizioni per la salvezza dellla terra, ai cortei organizzati dai giovani capeggiati dalla giovane Greta, per altro criticata e incompresa da molti.

La voce di Papa Francesco, a tal proposito, non è compresa né ascoltata, nonostante l’enciclica Laudato si’ ,che tratta ampiamente della tutela  del creato, dono di Dio, dell’inquinamento, definito “degrado umano e sociale” in quanto colpisce  ogni settore della vita e danneggia i più poveri del pianeta terra. Non ci resta che aspettare le decisioni dei grandi della terra, incapaci di vedere la realtà terribile in cui viviamo, almeno fino ad oggi….. sperando che la loro mente si svegli e si adoperi per la salvezza di quel che resta di questo nostro pianeta.

Arriva Giugno

I nostri anziani affermavano riguardo le stagioni: “aprile non ti scoprire, maggio vacci adagio, giugno apri il pugno” per consigliare a noi tutti di non fare il cosidetto cambio di stagione e passare dagli indumenti di lana a quelli estivi.

Il cambiamento climatico, vero problema dei nostri giorni, mi porta a verificare che a fine maggio è ancora inverno, tanto da mettere in funzione l’impianto del metano e da lasciare le coperte come in periodo natalizio.

Cosa dire ? Speriamo in una estate che sia vera stagione di mare e di sole….

Piove su ciascuno di noi

Piove sul giusto e piove anche sull’ingiusto: ma sul giusto piove di più, perché l’ingiusto gli ruba l’ombrello.

La pioggia, benefica se riesce a salvare le piante e gli alberi portando il refrigerio necessario alla natura e a noi esseri umani, talvolta diventa pericolosa, torrenziale, travolge argini e terreni, danneggia le piantagioni e le serre. I nostri nonni affermavano Aprile, ogni goccia è un barile… e mi auguro che questo mese  sia così benefico .

Essere misericordiosi

Vorrei capire bene se la carità si sposa con la misericordia, ma dagli scritti del nostro Papa Francesco, sembra che l’una si possa legare all’altra indissolubilmente. Sentire il bisogno di amare il prossimo, il fratello che ti è vicino e l’altro che, come essere umano  ha bisogno di te, fa parte della vita di un credente. In tante situazioni  ho ricordato una frase di Dostoevskij che nei Fratelli Karamazov, così scriveva :”tutto ciò che è vero e bello, è sempre pieno di misericordia infinita“. A parte la frase dello stesso autore sulla bellezza che salverà il mondo, penso che il nostro mondo va salvato da tanti altri fattori come la tolleranza, la prudenza, la giustizia,  la fortezza, solo per citare le virtù cardinali sapendo bene che le  virtù teologali, fede, speranza e carità sono necessarie per sostenere le altre.

In alcune situazioni, quando alcune persone di fede cristiana hanno messo in pratica la misericordia, si sono viste accusate e offese senza aver commesso gravi errori, ma solo per aver dimostrato attenzione verso una persona anziana e malata, per aver telefonato ad un’amica comune chiedendo notizie. Allora si è scatenata una serie di incomprensioni e di malessere, ragion per cui la misericordia se ne va a carte quarantotto….. come dicevano i nostri nonni.

Come comportarsi con persone così fatte ? Age quod agis dicevano i nostri padri, fare il bene se per noi è giusto farlo, perdonare in ogni caso e non aspettarsi nulla in cambio. E in questo troveremo la “perfetta letizia” di San Francesco.

Il valore della parola

Ai nostri giorni la parola sembra essersi eclissata, nascosta tra le pieghe del consumismo sfrenato e nella velocità degli smartphone  e dei cellulari in genere.

Spesso vedo, nelle sale dì attesa del mio medico o altrove, giovani e meno giovani intenti a scorrere sul video del loro telefono amico, utilizzando un dito  per fermare i messaggi e vedere quanto altri hanno scritto, continuando a inviare immagini e foto a volte banali e a volte ricche di significato. Un bel gioco forse o meglio un passatempo che accumuna tutti, che  fa tutti desiderosi di comunicare silenziosamente, lasciando la comunicazione verbale in un angolo buio  e negletto. La parola scritta è un valore, una risorsa che troviamo soltanto tra le pagine di un libro, che possiamo portare con noi, sfogliare la sera, leggere lasciando un segnalibro là dove desideriamo ritornare o segnando con un tratto di matita le parti più belle, che ci trasmettono emozioni e valori.

Buona settimana a tutti voi miei cari lettori.

Giornata della memoria

Ogni anno si celebra la giornata della memoria, per ricordare il 27 gennaio del 1945, quando i prigionieri dei campi di sterminio vennero “liberati” per così dire, dalle atrocità viste e subite per anni.

Ho visitato, negli anni della mia giovinezza, i campi di Dachau e di Auschwitz e una grande tristezza invade ancora il mio animo. Allora, non riuscivo a proseguire la visita e, tornando indietro trovai una panchina  per sedermi per dare sfogo al mio pianto, interrotto solo  dal richiamo della guida e dei miei colleghi.

A Terezin, nella repubblica ceca, esisteva un campo di concentramento nazista, detto campo “di passaggio”. Vi furono internati 150.000 persone, 15.000 dei quali bambini. Dei bambini soltanto 100 i sopravvissuti. Uno di loro, nel 1941, aveva scritto alcuni versi dal titolo Vedrai che è bello vivere

 Chi s’aggrappa al nido

non sa cos’è il mondo,

non sa quello che gli uccelli sanno

non sa perché voglia cantare

il creato e la sua bellezza.

 Quando all’alba il raggio del sole

illumina la terra

e l’erba scintilla di perle dorate,

quando l’aurora scompare

e i merli fischiano tra le siepi

allora capisco com’è bello vivere.

 Prova, amico mio ad aprire il tuo cuore alla bellezza

quando cammini tra la natura

per intrecciare ghirlande con i tuoi ricordi

anche se le lacrime ti cadono

lungo la strada,

vedrai che è bello vivere.

Il valore  della vita e della memoria, definita unico filo prezioso che ci lega al passato e valorizza il presente, venga trasmesso alle nuove generazioni, così distratte e poco presenti, perché possano sentirsi coinvolte con la mente e con il cuore per ricordare sempre le atrocità e gli errori del passato.