La luce del Risorto

Cieli grigi, fasci di luce

nel cielo di Aprile.

Penso alla luce intensa

del cielo limpido

e azzurro  della nostra

primavera  siciliana

tradita dalle stagioni

ormai inesistenti

e dal clima impazzito.

Vedo un timido arcobaleno

all’orizzonte e ancora fasci di luce

che mi comunicano gioia e speranza.

La luce del Risorto, solo quella

può recare serenità e verità

può darmi forza e volontà

per credere e per amare

nonostante tutto.

Auguri per tutti i miei lettori, che credono nella Pasqua.

 

 

 

 

San Lorenzo

X agosto

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli

I versi del  Pascoli sono noti a molti dei miei lettori, come a me, che amavo leggere i vari componimento del poeta ,definito decadente, ma in verità innovatore e precursore della poesia  del Novecento. A torto il poeta venne poco apprezzato e ignorato dai grandi del suo tempo, ma ai giorni nostri va riproposto e amato per avere sottolineato  nella poetica, l’esistenza di un  fanciullino in ognuno di noi, un fanciullo musico che sa cogliere il sorriso e le lacrime di ogni avvenimento.

Attuale la invocazione rivolta al cielo, al nostro mondo immerso nella corruzione e nella immoralità, nonostante la volontà di tanti esseri impegnati nel volontariato e nella difesa dei valori. Il ricordo di mio padre, uomo giusto e sensibile, mi riporta indietro negli anni, ripenso al suo onomastico festeggiato dai nipoti e da noi tutti penso anche ai suoi insegnamenti , al suo esempio e il mio animo avverte una grande nostalgia.

 

Non amare il florido ramo

Non amare il florido ramo

non mettere nel tuo cuore

la sua immagine sola:

essa avvizzisce.

Ama l’albero intero

così amerai il florido ramo

la foglia tenera e la foglia morta

il timido bocciuolo e il fiore aperto

il petalo caduto e la cima ondeggiante

lo splendido riflesso dell’amore pieno.

Ama la vita nella sua pienezza

essa non conosce decadimento.

 J. Krishnamurti

 

Nota : L’autore è un filosofo indiano vissuto fino al 1906. I suoi versi trasmettono bellezza e serenità per la grande pienezza di vita che l’autore comunica.

Premio di poesia

DONNE e POESIA per la CULTURA di PACE”

Responsabile Maria Concetta Oliveri Vice Presidente Nazionale
Progetto coordinato dalla sezione
MODOETIA CORONA FERREA di Monza Tema nazionale: La creatività femminile e la
cultura dell’innovazione, motori di sviluppo
socio – economico – politico. “ Nonostante il mondo sia più connesso grazie alle
migrazioni, al commercio, al turismo e
all’urbanizzazione, d’altra parte le società
rimangono afflitte da ineguaglianza, pregiudizi,
intolleranza e conflitti. I media sono spesso il
veicolo per fomentare l’intolleranza e
l’estremismo, mentre le credenze religiose sono
usate per giustificare estremismi violenti,
incitamento alla violenza e deliberata distruzione
del patrimonio culturale. Fomentare una Cultura di
pace diventa un imperativo per cercare di
combattere le tensioni culturali, la violenza
soprattutto sulle donne che stanno aumentando a
ritmo vertiginoso nelle nostre comunità. Le
Nazioni Unite sono un riflesso del mondo com’è e
di quello che vorremmo che fosse” –
Mogens Lykketoft Presidente Assemblea Generale
delle Nazioni Unite- Forum sulla Cultura di Pace 1
Settembre 2016 – New York
PREMIO LETTERARIO FIDAPA BPW ITALY REGOLAMENTO Il Premio è aperto a tutte le socie FIDAPA BPW
ITALY
TEMA: La cultura di pace, un imperativo contro la
violenza. REGOLAMENTO Ogni socia può presentare:
– 3 testi inediti in lingua italiana. Ciascun testo
non deve avere una lunghezza superiore ai 30
versi; inviare in un unico documento formato
word unicamente a premiofidapa@libero.it
Termine ultimo 30 giugno 2018 La partecipazione al premio è gratuita e implica la
totale accettazione del regolamento. Gli elaborati
non verranno restituiti. La partecipazione al
premio non dà diritto ad alcun rimborso spese. Il
non rispetto di una qualsiasi delle indicazioni
contenute nel regolamento comporta l’esclusione
degli elaborati inviati.
Nella email di accompagnamento, con oggetto
Premio DONNE e POESIA per la CULTURA di PACE”,
allegare la scheda di partecipazione. Per la privacy
I dati personali delle socie saranno tutelati a
norma della legge 196/2003. SCHEDA DI PARTECIPAZIONE Con la presente, la sottoscritta Nome Cognome –
nata in data – residente a CAP Via/Piazza n
telefono e-mail dichiara di aver preso visione del
regolamento e di accettarne ogni sua regola; che
gli eventuali inediti presentati al premio non sono
mai stati precedentemente pubblicati in forma
cartacea o in e-book e sono frutto esclusivo della
propria creatività.
Data Firma
Presidente di giuria CATERINA MAZZELLA Maria Concetta Oliveri Resp. Donne e Poesia per la Cultura di pace
Antonetta Carrabs Coordinamento
I risultati del premo saranno pubblicati sul sito
http://www.fidapa.org entro il 15 di settembre 2018. Le poesie selezionate saranno pubblicate in un’antologia.

Maggiolata o cantata di maggio

Maggio risveglia i nidi,
maggio risveglia i cuori;
porta le ortiche e i fiori,
i serpi e l’usignol.
Schiamazzano i fanciulli
in terra, e in ciel li augelli:
le donne han ne i capelli
rose, ne gli occhi il sol.
Tra colli prati e monti
di fior tutto è una trama:
canta germoglia ed ama
l’acqua la terra il ciel.
E a me germoglia il cuore
di spine un bel boschetto;
tre vipere ho nel petto
e un gufo entro il cervel.

Giosuè Carducci- Rime nuove

Nella poesia “Maggiolata”, la vita sboccia ed irrompe in modo improvviso attraverso una natura adornata di fiori, dove tra terra, mare e cielo, è tutta un’armonia di colori e di amore.

Il testo carducciano, poco noto, anche se fa parte della raccolta Rime nuove, nella parte finale trasmette amarezza e disagio, che si alternano, come la luce e il buio . nella vita del poeta e di ognuno di noi.

Inno alla vita

Oggi si é celebrata la giornata della vita e con le riflessioni di  Madre Teresa, auguro ai miei lettori di vivere con fiducia e speranza. 
La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.

La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.

La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è la vita, difendila.
La peggiore malattia oggi
é il non sentirsi desiderati
ne’ amati, il sentirsi abbandonati.
Vi sono molte persone al mondo
che muoiono di fame,
ma un numero ancora maggiore
muore per mancanza d’amore.
Ognuno ha bisogno di amore.
Ognuno deve sapere
di essere desiderato, di essere amato,
e di essere importante per Dio.
Vi é fame d’amore,
e vi e’ fame di Dio.

Ama la vita così com’è
Amala pienamente,senza pretese
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un pò.

Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!

Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L’accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L’ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L’amore.

Le opere dell’amore
sono sempre opere di pace.
Ogni volta che dividerai
il tuo amore con gli altri,
ti accorgerai della pace
che giunge a te e a loro.
Dove c’e’ pace c’e’ Dio,
e’ cosi’ che Dio riversa pace
e gioia nei nostri cuori.

Siamo solo sassolini buttati nel mare
che fanno increspare l’acqua.

Trova un minuto per pensare, trova un minuto per pregare,
trova un minuto per ridere.

Madre Teresa di Calcutta


Il cane e la luna

Nel mezzo della notte

un cane abbaia alla luna

piccola e tonda

avvolta dal grigiore

delle nubi

e dal suo biancore

freddo e lontano.

Non riesco a dormire

sento il cane

che continua con rabbia

a farsi sentire

e richiama altri suoi simili

che gli fanno eco

da lontano

dal fondo della campagna

che si allunga fino al mare

di Selinunte e di Sciacca.

Pensieri diversi si agitano

nella mia mente

non riesco a dormire

ripenso al terremoto

del Belice

ai giorni di angoscia  e di paura

quando il latrato del cani

ci avvisava con insistenza

e non avvertivamo il pericolo.

Allora la piccola Giusj

avvolta in una coperta

veniva portata

nella casa di campagna

del nonno Lorenzo

a Piopposecco.

Era il 15 gennaio

del 1968 quando

anche i cani  davano

l’avviso e noi non capivamo.

Nella Cusumano Lombardo