La frutta martorana

Una antica leggenda racconta di un convento benedettino, adorno di un piccolo giardino e sito al centro della città di Palermo, là dove le buone suore risiedevano dedicandosi a varie attività, come la preparazione di dolci tradizionali, eseguire ricami pregiati, curare gli addobbi floreali per la chiesa del convento e altro che non sto a descrivere.

Il vescovo della diocesi annunciò una  sua visita al convento e le buone suore, avvertite dalla madre Badessa, entrarono in grande confusione perchè il giardino intorno al convento era disadorno, dato che gli alberi da frutto, finita la stagione estiva , erano ricchi soltanto di foglie. Alle suore addette alla preparazione della pasta reale venne in mente una soluzione, cioé preparare con la farina di mandorle, lo zucchero e gli aromi. la stessa pasta e modellarla a forma di vari frutti da appendere agli alberi, nascosti appena tra il fogliame. Vennero preparati frutti a forma di limone,  arance,  albicocche, pesche, fichi e altro.

La visita del vescovo fu rallegrata dalla deliziosa frutta detta di martorana dal nome della chiesa, che ancora esiste nel cuore della città ed è dedicata a Santa Maria dell’ammiraglio. In quella  chiesa, mia sorella ed io siamo state cresimate secondo il rito bizantino, per una scelta della madrina Ninetta, molto amica di mia madre e molto legata a noi due fina dalla nostra infanzia.

La storia, o meglio la leggenda, mi porta a sfogliare l’album dei ricordi e rivedo i cestini preparati da mia madre per i piccoli nipoti, che rallegravano la nostra antica casa di Ribera, ora riaperta da me,  di tanto in tanto e abitata  dai miei familiari  soltanto nel periodo estivo. I cestini di frutta martorana e gli altri regali dei morti, rendevano il giorno della commemorazione dei defunti un giorno di festa, tanto che in Sicilia il 2 novembre viene definito “la festa dei morti”.

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Pubblicato da

Nella Cusumano

Amo scrivere poesie e racconti, a parte le ricette antiche della cucina siciliana che amo in particolare perché sono sempre vissuta qui e nata per caso nel Friuli.

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