Il gusto della decenza

Ai nostri giorni si è perso il gusto e il piacere della decenza, quella decenza quotidiana  che il poeta Eugenio Montale riteneva necessaria, pur sapendo di essere ligure, “un po’ stundaiu”, cioé un misto di orgoglio, timidezza, diffidenza, un certo complesso di inferiorità bilanciato dal senso di superiorità nell’ordine dei valori morali”.

Dalle trasmissioni televisive più divertenti, come il Si que vales conduttore Gerri Scotti, con la presenza di altri personaggi televisivi e no, mi giungono immagini poco decenti nel senso proprio della parola. La diva Belen, seminuda, ostentava il seno prorompente sostenuto da due esili bretelline e il resto del fisico  addobbato con velate stoffe improbabili.  La ingenuità  voluta, ma inconsistente, di una donna che possiede doti  e fascino, mi ha portato a pensare al poeta Montale, premio Nobel, noto ai miei lettori , autore di sillogi famose come il Male di vivere, che intendo ricordare: “Spesso il male di vivere ho incontrato….”.

Avverto il male di vivere oggi, in un mondo alla deriva, almeno per certi aspetti e spero tanto che il bene in cui crediamo  in molti, prevalga sul cattivo gusto, sulla indecenza, sulla violenza legata alla corruzione. Rimane soltanto la speranza che qualcosa cambi. Buona giornata

 

Pubblicato da

Nella Cusumano

Amo scrivere poesie e racconti, a parte le ricette antiche della cucina siciliana che amo in particolare perché sono sempre vissuta qui e nata per caso nel Friuli.

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