C’è un tempo per ogni cosa

C’è un tempo per ogni cosa sotto il cielo. Rileggo il punto 3 del Qohèlet sui diversi momenti della vita e dal lungo elenco riporto alcune frasi: “tempo di demolire, tempo di costruire/ tempo di piangere, tempo di ridere/ tempo di gettare, tempo di raccogliere/ tempo di tacere, tempo di parlare/ tempo di amare, tempo di odiare/ tempo di guerra tempo di pace”. Le giuste e sagge elencazioni mi portano a riflettere sul tempo, argomento da me trattato nelle pagine del blog, con il titolo Tempo libero e tempo liberato. Oggi ripenso al tempo del lavoro, da tutti conosciuto e vissuto, e al tempo del riposo, come giusto seguito alle ore impegnate in qualche attività o fatica. Il tempo del riposo non equivale al tempo libero perché è diverso, è un tempo in cui la mente si rilassa e il corpo si abbandona sul divano di casa, là dove anch’io trovo ristoro e quiete al termine della mia giornata. Le ore del lavoro quotidiano, in riferimento alla professione o al mestiere di ognuno dei miei lettori, vengono pagate, ma le ore del riposo, che io sappia, non sono state mai retribuite. Per uno scherzo del vivere quotidiano, tempo fa ho visto retribuire, con paga mensile, le ore del sonno e del riposo, quando la persona chiamata ad assistere un malato, si abbandonava nelle braccia di Morfeo e non rimaneva a vegliare la persona inferma. Tutto mi sa di controsenso, ma la vita ai tempi nostri va così. Nel passato, quando la mia famiglia viveva in una piccola città, una ragazza di nome Sarina veniva chiamata per aiutare mia madre e noi due nei lavori domestici e, per quanto io possa ricordare, la nostra casa era sempre in ordine anche per la bravura di Sarina. La madre di lei, un po’ pigra, le poche volte in cui veniva a chiamarla, le diceva di non affannarsi, con due frasi, che facevano sorridere me e mia sorella: “Saccu vacanti un po’ stari a la ddritta” e “Saccu chinu voli riposu”. In verità mia madre con molta sollecitudine offriva a Sara una colazione prima che iniziasse la lavorare, ma la ragazza si metteva all’opera e faticava volentieri cantando e a volte scherzando con me e con mia sorella. Allora, sulla traccia delle frasi del Vecchio Testamento, sotto quel cielo limpido della mia adolescenza, era tempo di lavorare con gioia, sorridere e di volere bene alla giovane Sarina che ricordo ancora con affetto.

Annunci

Pubblicato da

Nella Cusumano

Amo scrivere poesie e racconti, a parte le ricette antiche della cucina siciliana che amo in particolare perché sono sempre vissuta qui e nata per caso nel Friuli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...