La fata turchina

Ricordo le pagine di Pinocchio,  la storia del burattino che Collodi propone ai bambini di tutte le età, dai 7 ai 90 anni come leggevo in una iscrizione collocata sul lungomare di Ancona, splendida città  sul mare Adriatico, da me visitata moltissimi anni fa.

Ripenso alla gamba di legno che Pinocchio vede bruciare per la mancata sorveglianza di Geppetto e penso al mio piede diventato di legno, ora che è stato liberato da una pesante ingessatura, sopportata per 40 giorni. Sono certa che tornerò a saltare come un grillo e non sarò  mai il buon grillo parlante; mi auguro che una fata turchina, nella persona del mio terapista, possa aiutarmi e riportarmi alla normalità. Miei cari lettori, non valutiamo la cosiddetta normalità nel modo giusto, ma con molta leggerezza affermiamo che tutto va come sempre, nella quotidianità vissuta ogni giorno senza entusiasmo, come se i giorni non fossero un dono per noi e per quanti incontriamo sul nostro cammino. Se impariamo l‘arte di essere fragili, come titola un bel libro di Alessandro D’Avenia, giovane scrittore siciliano, che ama Leopardi e si rivolge al poeta narrando fatti accaduti e cercando le ragioni del vivere quotidiano, allora saremo sulla giusta via.

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Pubblicato da

Nella Cusumano

Amo scrivere poesie e racconti, a parte le ricette antiche della cucina siciliana che amo in particolare perché sono sempre vissuta qui e nata per caso nel Friuli.

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