La pace

Tutti invochiamo la pace, specie se rivolgiamo il nostro sguardo  ai popoli in guerra, alla devastazione della Siria e alla sofferenza di popoli e di nazioni lontane dalla nostra Europa. I mercanti di armi continuano imperterriti a fornire strumenti di morte e gli scafisti portano sulle rive del nostro mare, diventato culla di morti,migliaia di esseri umani in fuga dalla guerra e dalla miseria. Quale momento tragico, imprevedibile e irrefrenabile stiamo vivendo ?Il canto degli angeli sulla grotta di Betlemme, duemila anni or sono, invocava “pace in terra agli uomini di buona volontà” e durante la celebrazione eucaristica il sacerdote invita i fedeli con “scambiatevi  il segno della pace”. Pax vobis è il saluto francescano che ci propongono i frati che operano in Terra santa e in ogni parte del mondo.

A me pare che  la pace desiderata da popoli diversi, avvicendatisi nel corso dei secoli, non sia ancora arrivata. Se penso agli antichi Romani,  che affermavano “si vis pacem para bellum”, se ritorno a leggere della pax augustea, se ripenso alle figure eccelse degli uomini di pace vissuti nei secoli scorsi, a me pare che la storia “magistra vitae” non abbia insegnato molto agli esseri umani.

Occorre ritrovare l’anima di ogni essere umano, riprendere la nostra umanità, metterla in discussione e, lasciando da parte beghe e litigi, comprendere e condividere questo nostro difficile cammino in una nazione che si dice democratica e libera, ma di fatto non lo è.

 

Marzo pazzerello

Marzo pazzerello vede il sole e prende l’ombrello”...Così dicevano i nostri nonni, i nostri genitori   che per comunicare a noi ragazzi la saggezza antica dei nostri padri aggiungevano “lu friddu di marzu trasi ‘ntra li corna di lu bovi”. Non sapevo che il bue fosse vittima del vento e del freddo….

Noi che viviamo il tempo presente assistiamo allo sconvolgimento delle stagioni, abbiamo visto un gennaio tiepido e  un febbraio pazzerello, ora aspettiamo un mese di marzo che ci dia qualche segno di primavera incipiente, che avverto con gioia osservando i campi di margherite gialle già fiorite, qui a pochi passi dalla mia  casa.

La natura che ci regala fiori et erba come affermava San Francesco nel suo canto Laudato si’, ci offre uno spettacolo meraviglioso, segno della Bellezza  e dell’onnipotenza del Creatore. Gli umani, con grande disinvoltura e incoscienza ,hanno rovinato tutto e continuano imperterriti a ignorare il creato e la vita di ogni essere vivente. Rileggiamo il testo  di Papa Francesco Laudato si’ e ritroviamo le ragioni della nostra speranza.