Il vento

Scrivere qualcosa sulla pioggia , che sta beneficando  i terreni coltivati di questa nostra terra di Sicilia, mi porta a pensare,  confortata, alle continue piogge di queste notti, quando il vento si è dileguato come per miracolo cessando di urlare  fischiando a tutto spiano quasi fosse il padrone del cielo e della terra. Il dio dei venti  che tutti conosciamo, Eolo, forse si comportava  in modo più accettabile se è vero che gli dei delle religioni pagane erano simili agli esseri umani.

Ritorna alla mia mente una canzone  degli anni…. non so dirvelo: “Vento vento, portami via con te, raggiungeremo insieme il firmamento…..” per citare solo alcuni  versi iniziali che dicono tanto alla sensibilità dei miei lettori.

Di certo non vorremmo essere portati via dal  vento o da altri fenomeni meteorologici, ma nel nostro animo esiste il bisogno di raggiungere cieli puliti, di respirare bellezza e verità, trascurando per un po’ le brutture di questo momento storico, carico di violenza, di miseria, di corruzione a tutti i livelli. Aspetto ogni giorno tempi migliori e amo dividere il mio tempo con la pioggia sottile e graziosa e con il vento che va via per  non infastidire nessuno di noi.

 

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Il silenzio

Negli anni  della mia giovinezza, gli anziani consigliavano di parlare poco,  al tempo giusto e in modo opportuno affermando ” il silenzio è d’oro e la parola è d’argento” e aggiungevano “fa più danni la lingua che la spada”. La saggezza dei nostri avi a me sembra molto attuale e significativa quando lo schiamazzo, il parlarsi addosso o addosso ad altri che parlano, interferendo in modo spropositato, reclamano il silenzio, consigliato in questo tempo di quaresima e celebrato da studiosi, teologi e filosofi di ogni tempo e paese. La ricerca sul termine silenzio mi ha portata per oggi, a rileggere un testo anonimo conservato fra i tanti appunti e fogli ritagliati da periodici. Ve lo propongo: “ogni cosa ha il suo silenzio, un silenzio specifico, un silenzio che parla e ammaestra. E’ da saggi ascoltare l’eloquenza mite di tanti silenzi. Il silenzio solenne del monte, il silenzio bianco della neve, il silenzio infinito del cielo, il silenzio fervido del grano che cresce, il silenzio gentile dei fiori, il silenzio santo delle abbazie, il silenzio pieno si speranza del Sabato santo, il silenzio abissale di Dio.” Buona domenica

San Valentino

Vi sono alcuni santi di cui si possiedono poche notizie circa la loro vita, ma sono circondati da una grande fame di santità. Questo è il caso di San Valentino.

Sappiamo che era un cittadino di Terni, dove fu eletto vescovo nel 197. Divenne molto famoso per la carità ed umiltà con cui si avvicinava a tutti, per il suo fecondo apostolato e per alcuni miracoli che accompagnavano la sua missione evangelizzatrice.

Valentino venne invitato a Roma su richiesta di Cratone, un oratore greco e latino, il quale chiese al Vescovo ternano che gli guarisse il figlio infermo da alcuni anni. Valentino guarì il giovane e convertì al cristianesimo tutta la sua famiglia, insieme ad alcuni greci studiosi di lettere latine (Proculo, Efebo e Apollonio) oltre ad accompagnare al cristianesimo il figlio del Prefetto della città.

La sua attività di evangelizzazione giunse all’orecchio dell’imperatore Aureliano, il quale lo fece dapprima imprigionare e dopo lo fece decapitare a Roma il 14 febbraio 273. Il suo corpo fu trasportato a Terni.

La festa del Vescovo e martire Valentino è legata ad antichi culti pagani praticati da Greci, da Italici e dai Romani il giorno 15 Febbraio. Questi riti avevano l’intenzione di chiedere alle divinità la purificazione dei campi e la fecondità. Questo culto fu proibito da Augusto e successivamente fu soppresso da Gelasio nel 494. La Chiesa volle fare memoria del valore del fidanzamento cristiano e della grazia della fecondità, anticipando la celebrazione al 14 di Febbraio.

La festività cristiana era rivolta a celebrare la memoria di San Valentino, chiedendo la sua intercessione per proteggere i fidanzati che si preparavano al matrimonio e per le coppie di sposi che si rendevano disponibili ad accogliere con generosità i figli che Dio vuole concedere.

La ragione per la quale Valentino è diventato il santo intercessore dei fidanzati e degli sposi è dovuta ad un racconto, secondo il quale Valentino amava regalare alle coppie di fidanzati rose rosse profumate per augurare loro una felice unione.

Quale messaggio lascia la vita di questo grande santo della Chiesa delle origini? Valentino invita tutta la Chiesa a rinnovare la pastorale della famiglia. Oggi il matrimonio è una istituzione seriamente minacciata. Tanti sono i coniugi che si separano dopo pochi anni di matrimonio, altri decidono di divorziare dopo tanti anni di vita insieme. Diventa sempre maggiore il numero delle convivenze, tante sono le persone che scelgono di risposarsi o molte altre scelgono di avere relazioni saltuarie senza prendersi la responsabilità di legami duraturi.

L’indissolubilità, la fedeltà la fecondità che costituiscono i cardini fondanti della vita matrimoniale sono gravemente attaccati dallo spirito della provvisorietà, dell’infedeltà e della sterilità. La parola amore viene continuamente svuotata da una mentalità egoistica ed edonista, la quale ha cambiato la visione della relazione tra uomo e donna. L’altro viene percepito come un ostacolo da eliminare piuttosto che un compagno con cui condividere la vita. L’altro diventa troppo facilmente la causa dei problemi di una intera vita invece di essere colui il quale ci accompagna nel cammino dell’esistenza.

La vita matrimoniale è minacciata perché manca una adeguata preparazione al matrimonio. I giovani che decidono di sposarsi in Chiesa sono coraggiosi nel prendere una decisione che oggi  è considerata controcorrente. Scegliere di vivere per sempre con una persona sicuramente incute tanto timore, ma la forza della fede e della speranza cristiana dona l’audacia ed il coraggio di proseguire nel proposito, sapendo che Gesù Cristo sarà sempre presente nella relazione sponsale.

La pastorale dei giovani fidanzati assume un ruolo sempre più centrale nella vita della Chiesa.  I corsi prematrimoniali assumono un valore se avvengono non solo a ridosso della data della celebrazione del matrimonio, ma sono un sostegno maggiore ai futuri sposi anche quando la coppia è in procinto di prendere la decisione di sposarsi. La scelta alla vocazione matrimoniale ha bisogno di essere vagliata.  Gli sposi durante il cammino di preparazione al matrimonio sono chiamati a comprendere l’effettiva volontà di Dio nel compiere la loro scelta. Essi vanno aiutati a capire che la pienezza della loro relazione matrimoniale non può essere raggiunta senza la partecipazione alla vita di fede della comunità cristiana.

L’altra questione fondamentale è quella dell’accompagno delle famiglie durante l’attesa dell’arrivo dei figli, durante gli anni dell’educazione dei giovani e per sostenerle nel mantenere vivo e fecondo il legame tra marito e moglie.

Valentino invita ogni essere umano a regalare rose profumate ai fidanzati e agli sposi. Una rosa simboleggia il dono della vicinanza, dell’ascolto e della comprensione. Il profumo del perdono è la fragranza che rende la famiglia solida e solidale. Se le famiglie vengono sostenute diventano potenziali sostenitori di tante altre famiglie, le quali conoscendo le difficoltà possono aiutare altre famiglie con la loro testimonianza e il loro sostegno.

Non si tratta di essere meglio degli altri, ma di offrire la propria testimonianza di come la grazia di Dio ha permesso di uscire da una situazione di incomprensione e di conflitto.

Le rose sono fiori belli e profumati ma hanno anche le spine. Le spine sono un richiamo alla difficoltà delle relazioni della vita familiare nel quale ognuno è chiamato a vivere rimanendo vicino all’altro. La bellezza del colore e la tenerezza dei petali non sono le uniche caratteristiche della rosa. Una buona pastorale della vita familiare deve parlare anche delle spine con le quali un marito viene punto dalla moglie, una moglie viene ferita dal marito, un genitore prova dolore per una situazione creata da un figlio, o un figlio soffre per alcuni atteggiamenti esasperati dei genitori.

Parlare delle gioie e di dolori della vita familiare è la testimonianza di come il matrimonio e la relazione con i figli siano una vocazione alla santità che conduce alla pace e dona senso al pellegrinaggio terreno.

La pioggia

Arriva la pioggia, invocata da molto tempo, da mesi e mesi, con la fondata preoccupazione degli invasi quasi vuoti, dei terreni solcati da profondi segni di aridità, degli alberi sofferenti  con i rami  imploranti rivolti al cielo.

Si diceva che la pioggia viene dal cielo, che è una benedizione del Signore, Dio dell’universo, ma le stagioni capovolte e il clima impazzito mi fanno pensare  e riflettere sulla  reale  angosciante situazione in cui viviamo e che ci piomba addosso momento per momento. Lascio tra le righe la tristezza e rivedo i versi dannunziani de La pioggia nel pineto , avverto la bellezza della natura nel canto francescano del Laudato sì, per citare solo alcuni componimenti  a me cari.

In questa nostra terra di Sicilia il sole dà inizio alle nostre giornate, ma oggi vedo tutto avvolto in una densa fascia biancastra che nasconde le case qui intorno, i palazzi e in  parte gli alberi lontani, perché nello spazio vicino alla zona del parcheggio condominiale, vedo un albero di limone  dalle foglie lucidissime , con i  limoni gialli e quasi maturi bagnati da una pioggia benefica che li rende luminosi  nonostante  tutto.

Vedo  all’orizzonte Sciacca e Selinunte avvolte da un insolito biancore, in attesa del sole isolano che fa vedere il mondo con occhi pieni di speranza.

Febbraio e la sua povera mamma

Febbraio era il più piccolo di dodici fratelli  e anche  il più birichino.

Sua madre, di nome Fana, non  cessava di stargli dietro per farlo crescere educato  e rispettoso, ma la tendenza a combinare guai era innata nel piccolo scapestrato. Febbraietto “corto e maledetto” lo chiamavano i suoi fratelli e  gli amici.

Infatti se al mattino spuntava il sole e sembrava illuminare i campi e far fiorire gli alberi di mandorlo, prima di sera il cielo si copriva di fitte nuvole nere che davano origine a violenti scrosci d’acqua piovana accompagnata da grandine, da tuoni e fulmini.

Un giorno,  la mamma di Febbraietto gli chiese con voce supplichevole: “Figlio mio, oggi dovrei andare a lavare i panni al fiume perché vedo il cielo limpido e il sole che riscalda le mie stanche ossa. Ti raccomando, non far venire giù la pioggia, non lasciare soffiare forte il vento perché il mio lavoro andrebbe perduto”. Il piccolo malandrino rassicurò sua madre e le disse : “Mia cara madre, vai tranquillamente al fiume, lava  e asciuga  tutto quello che vuoi perché oggi il sole brillerà fino al tramonto”.

Convinta e serena, la mamma di Febbraio andò al fiume Verdura, trovò una lastra di pietra bianca su cui lavorare passando il sapone molle sui panni, strofinandoli più volte e immergendoli nelle acque pulite del fiume per risciacquarli. In quel momento  si levò un fortissimo vento, il cielo si oscurò al punto che le altre lavandaie si diedero voce e urlando fuggirono per cercare riparo in una casa colonica disabitata.

La povera  Fana non si rendeva conto del pericolo imminente e guardava il cielo sperando in uno scherzo del suo figliolo, ma d’improvviso si scatenarono tuoni e fulmini, la pioggia cominciò a colpire violenta gli alberi e le canne, il fiume ingrossò le sue acque, i panni venivano travolti  dai gorghi  e portati via. Fana si tuffò in acqua perché voleva salvare il suo bucato, ma la corrente la travolse e la portò via chissà dove, forse verso il mare di Bellapietra o di Sangiorgio. Ancora oggi non si sa nulla di lei.

Febbraio, rimasto orfano continua a combinare guai ed è stato capace di tutto, dicono i più vecchi di noi, anche di far annegare sua madre nelle acque di un fiume.

Questa leggenda, raccontata ai piccoli negli anni della mia infanzia, invita a non fidarsi di febbraio e dei  mesi dell’anno, specie ai tempi nostri quando il clima impazzito crea salti di temperatura massima e minima senza riferimento alle stagioni, purtroppo.

Inno alla vita

Oggi si é celebrata la giornata della vita e con le riflessioni di  Madre Teresa, auguro ai miei lettori di vivere con fiducia e speranza. 
La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.

La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.

La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è la vita, difendila.
La peggiore malattia oggi
é il non sentirsi desiderati
ne’ amati, il sentirsi abbandonati.
Vi sono molte persone al mondo
che muoiono di fame,
ma un numero ancora maggiore
muore per mancanza d’amore.
Ognuno ha bisogno di amore.
Ognuno deve sapere
di essere desiderato, di essere amato,
e di essere importante per Dio.
Vi é fame d’amore,
e vi e’ fame di Dio.

Ama la vita così com’è
Amala pienamente,senza pretese
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un pò.

Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!

Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L’accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L’ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L’amore.

Le opere dell’amore
sono sempre opere di pace.
Ogni volta che dividerai
il tuo amore con gli altri,
ti accorgerai della pace
che giunge a te e a loro.
Dove c’e’ pace c’e’ Dio,
e’ cosi’ che Dio riversa pace
e gioia nei nostri cuori.

Siamo solo sassolini buttati nel mare
che fanno increspare l’acqua.

Trova un minuto per pensare, trova un minuto per pregare,
trova un minuto per ridere.

Madre Teresa di Calcutta