BENEDIZIONE IRLANDESE

POSSA LA STRADA VENIRTI INCONTRO

POSSA IL VENTO ESSERE SEMPRE ALLE TUE SPALLE

POSSA IL SOLE SPLENDERE CALDO SUL TUO VISO

E LA PIOGGIA CADERE LEGGERA SUI TUOI CAMPI.

E FINCHE’ NON CI INCONTREREMO DI NUOVO

POSSA DIO CUSTODIRTI NEL PALMO DELLA SUA MANO.

Questa preghiera tipica della cristianità celtica (IV-VII secolo dopo Cristo)fa comprendere il forte legame spirituale fra gli elementi essenziali della vita, evocati attraverso l’immagine del vento, della pioggia e del sole.

A me piace condividerla con i miei lettori.

 

 

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16 luglio

Chiesa cattolica: il 16 luglio, la Madonna del Carmelo

(di Cristina Siccardi) Il  16 luglio ricorre una festa mariana molto importante nella Tradizione della Chiesa: la Madonna del Carmelo, una delle devozioni più antiche e più amate dalla cristianità, legata alla storia e ai valori spirituali dell’Ordine dei frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (Carmelitani). La festa liturgica fu istituita per commemorare l’apparizione del 16 luglio 1251 a san Simone Stock, all’epoca priore generale dell’ordine carmelitano, durante la quale la Madonna gli consegnò uno scapolare (dal latino scapula, spalla) in tessuto, rivelandogli notevoli privilegi connessi al suo culto.

Nel Primo Libro dei Re dell’Antico Testamento si racconta che il profeta Elia, che raccolse una comunità di uomini proprio sul monte Carmelo (in aramaico «giardino»), operò in difesa della purezza della fede in Dio, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal. Qui, in seguito, si stabilirono delle comunità monastiche cristiane. I crociati, nell’XI secolo, trovarono in questo luogo dei religiosi, probabilmente di rito maronita, che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di san Basilio.
Nel 1154 circa si ritirò sul monte il nobile francese Bertoldo, giunto in Palestina con il cugino Aimerio di Limoges, patriarca di Antiochia, e venne deciso di riunire gli eremiti a vita cenobitica. I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle, dedicandola alla Vergine e presero il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo acquisì, in tal modo, i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria Santissima.

Il Monte Carmelo, dove la Tradizione afferma che qui la sacra Famiglia sostò tornando dall’Egitto, è una catena montuosa, che si trova nell’Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele e che si sviluppa in direzione nordovest-sudest da Haifa a Jenin. Fra il 1207 e il 1209, il patriarca latino di Gerusalemme (che allora aveva sede a San Giovanni d’Acri), Alberto di Vercelli, redasse per gli eremiti del Monte Carmelo i primi statuti (la cosiddetta regola primitiva o formula vitae). I Carmelitani non hanno mai riconosciuto a nessuno il titolo di fondatore, rimanendo fedeli al modello che vedeva nel profeta Elia uno dei padri della vita monastica.

La regola, che prescriveva veglie notturne, digiuno, astinenza rigorosi, la pratica della povertà e del silenzio, venne approvata il 30 gennaio 1226 da papa Onorio III con la bolla Ut vivendi normam. A causa delle incursioni dei saraceni, intorno al 1235, i frati dovettero abbandonare l’Oriente per stabilirsi in Europa e il loro primo convento trovò dimora a Messina, in località Ritiro.

Le notizie sulla vita di san Simone Stock (Aylesford, 1165 circa – Bordeaux, 16 maggio 1265) sono scarse. Dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, maturò la decisione di entrare fra i Carmelitani e, completati gli studi a Roma, venne ordinato sacerdote. Intorno al 1247, quando aveva già 82 anni, venne scelto come sesto priore generale dell’Ordine. Si adoperò per riformare la regola dei Carmelitani, facendone un ordine mendicante: papa Innocenzo IV, nel 1251, approvò la nuova regola e garantì all’Ordine anche la particolare protezione da parte della Santa Sede.
Proprio a san Simone Stock, che propagò la devozione della Madonna del Carmelo e compose per Lei un bellissimo inno, il Flos Carmeli, la Madonna assicurò che a quanti si fossero spenti indossando lo scapolare sarebbero stati liberati dalle pene del Purgatorio, affermando: «Questo è il privilegio per te e per i tuoi: chiunque morirà rivestendolo, sarà salvo». La consacrazione alla Madonna, mediante lo scapolare, si traduce anzitutto nello sforzo di imitarla, almeno negli intenti, a fare ogni cosa come Lei l’avrebbe compiuta. (Cristina Siccardi)

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“Flos Carmeli”

L’antichissima sequenza “Flos Carmeli” riassume i punti salienti della devozione mariana del Carmelo: Maria, fior del Carmelo, Vergine e Madre singolare, a Lei, Stella del mare, i Carmelitani chiedono guida e soccorso nella tempeste della vita.

Flos Carmeli

vitis florigera,

splendor coeli,

Virgo puerpera, / singularis.

Mater mitis,

sed viri nescia,

Carmelitis

esto propitia, / Stella maris.

Radix Iesse

germinans flosculum,

nos adesse

tecum in saeculum / patiaris.

Inter spinas

quae crescis lilium

serva puras

mentes fragilium, / tutelaris!

Armatura

fortis pugnantium

furunt bella,

tende praesidium / scapularis.

Per incerta

prudens consilium,

per adversa

iuge solatium / largiaris.

Mater dulcis

Carmeli domina,

plebem tuam

reple laetitia / qua bearis.

Paradisi

clavis et ianua,

fac nos duci

quo, Mater, gloria / coronaris.

Amen.

Traduzione in lingua italiana:

Fior del Carmelo,

vite fiorente;

luce del cielo,

sei tu soltanto / Vergine Madre.

O Madre mite

intemerata,

ai figli tuoi

sii propizia, / Stella del mare.

Ceppo di Jesse

che doni il Fiore,

a noi concedi

di rimanere / con te per sempre.

Giglio sbocciato

tra acute spine

conserva puri

i nostri cuori / e dona aiuto.

Forte armatura

là dove infuria

la dura lotta:

offri a difesa / lo Scapolare.

Per noi incerti

tu sei la guida;

a noi provati

concedi ognora / consolazioni.

O dolce Madre,

Signora nostra:

colma del gaudio

di cui sei piena / i figli tuoi.

O chiave e porta

del Paradiso,

fa’ che giungiamo

dove di gloria / sei coronata.

Amen.

AVE MARIA PURISSIMA

“Maria Giglio della Trinità”: Domini Sacrarium, Nobile Triclinium et Complementum SS. Trinitatis!

“Dignare me laudare Te Virgo sacrata. Da mihi virtutem contra hostes tuos”. ì

“Corda Iésu et Marìae Sacratìssima: nos benedìcant et custòdiant”.

 

 

 

 

Programma del Festino

Santa Rosalia-il Festino

Un oceano di duemila rose farà da red carpet alla statua della Santuzza che, come un’epifania, sarà “svelata” ai palermitani sull’arca bianca costruita dai ragazzi del liceo artistico Catalano. Il primo atto del Festino, alle 20, davanti a Palazzo Reale, vedrà il sindaco Leoluca Orlando e l’arcivescovo Corrado Lorefice scoprire il volto della scultura che quest’anno ha le fattezze della giovane attrice palermitana Roberta Azzarone. Sarà lei la protagonista della favola in musica che inizierà alle 21, con uno spettacolo in siciliano, e si concluderà dopo la mezzanotte al Foro Italico, con i tradizionali fuochi d’artificio. «Per la prima volta mettiamo in scena un’opera che esporteremo in teatri lirici e piazze di tutto il mondo», spiega Lollo Franco, per tre volte consecutive direttore artistico del Festino.

Santa Rosalia

A metà luglio Palermo festeggia la sua patrona, Santa Rosalia, che fu inclusa da papa Urbano VIII  (1623-1644) nel Martirologio romano, dove la santa compariva due volte: il giorno 4 settembre, data della morte e il 15 luglio, giorno presunto del ritrovamento delle reliquie nella spelonca del monte Pellegrino.

La storia della Santa, vissuta agli inizi dell’anno Mille, ci è stata tramandata nel secolo XVI, con una serie di notizie derivate dalla tradizione, da iscrizioni e dipinti. Rosalia nacque da SINIBALDO, signore di Quisquina e da Rosa. Fu educata cristianamente, ma giovanissima andò a vivere in una grotta, sita in Santo Stefano Quisquina, nei pressi di Bivona (Agrigento).

Sulle pareti di quella grotta si legge: Ego Rosalia Sinibaldi Quisquine et Rosarum domini filia amore mei Iesu Christi in hoc antro abitare decrevi.

Dopo un breve periodo Rosalia si trasferì a Palermo e precisamente in una grotta stalagmitica sita sul monte Pellegrino, dove visse da eremita fino alla morte.

Il culto della Santa si collega al 1623, anno in cui la peste mieteva vittime, ragion per cui un cacciatore di nome Vincenzo Bonello, avendo perduto la moglie, si recò sul monte per suicidarsi. La nostra Santa gli apparve e lo indusse a vivere nella preghiera accettando la perdita della sua amata. La tradizione narra di una donna malata di peste e guarita, ma tanti fatti potrebbero essere collegati a Rosalia.

La ricerca dei resti di Rosalia sul monte fu lunga e laboriosa e solo nel 1625 una commissione di teologi e di esperti potè stabilire di aver ritrovato le ossa della santa. Il santuario è ancora oggi meta di pellegrinaggi e i suoi devoti, il 5 settembre si recano a piedi sul monte seguendo un sentiero.

Palermo la scelse come sua Patrona e ogni anno, il 15 luglio, celebra il cosiddetto Festino, con rappresentazioni sacre, cortei e altro. Il grido unanime che si leva dalla folla è “Viva Palermu e Santa Rusalia”, fra una pioggia di petali di rosa e i giochi di artificio.

Luna estiva

La luna estiva domina il cielo di luglio quando nelle ore serali il cielo diventa più azzurro per dare spazio alla notte imminente. La luna non dà tempo e luogo alla notte profonda, ma nella bellezza della sua luce pallida e argentea fa da padrona a significare che il buio non è mai così profondo e la luce non è mai sfavillante come accade nelle ore del giorno. Una luna piena che vedo ogni sera per riportarmi ai poeti, al Canto di un pastore errante del nostro Leopardi, attuale e presente nella vita di ciascuno, quando il dubbio e la sofferenza invadono la nostra vita. Una luna estiva che dura poco per l’avvicendarsi delle fasi lunari quando una falce di luna sarà presente nel nostro cielo: “gobba a ponente, luna crescente, gobba a levante ,luna calante” recita un antico detto che ci porta a cercare i punti cardinali per orientare il nostro occhio e la nostra vita nel modo più corretto.

Avverto l’esigenza di trovare i punti cardinali e di osservare la luna e la bellezza del cielo, perché volgendo lo sguardo alla nostra realtà terrena, tutto mi sa di caos e di corruzione, mentre tante persone oneste e dignitose continuano a vivere e a pagare tasse e tributi. Buona estate nonostante tutto.