Paccheri con verza e robiola

Ingredienti per 4 persone

gr.300 paccheri

gr.300 verza

1 cucchiaino di curcuma

4 cucchiai colmi  di robiola

4 cucchiai di parmigiano reggiano a scaglie

Procedimento

Tagliate la verza a strisce sottili, immergetele in acqua  e sgocciolatele. Fate cuocere la verza a fuoco moderato finché le strisce diventeranno morbide. Aggiungete la curcuma, la robiola e il parmigiano.

Lessate i paccheri e scolateli in un recipiente capace. Mescolate  la pasta con il condimento e servite caldo.

Un piatto buono e facile per la primavera in arrivo.

Ricette con limoni e arance

Confettura di limoni

Scegliete alcuni limoni maturi e carnosi e metteteli a bagno in acqua fredda per 24 ore, poi fateli bollire coperti d’acqua e rimetteteli in acqua fredda per altre 24 ore. Per 1 Kg di limoni occorre un Kg di zucchero, una foglia di alloro e 1 cucchiaio di cannella in polvere.

Per la confettura, tagliate i limoni a fette sottili eliminando i semi , mettete a cuocere con lo zucchero e la foglia di alloro e lasciate bollire a fuoco basso per 20 minuti, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno fino a quando assumerà il colore dorato del miele. Alla fine, se piace, aggiungete la cannella e sistemate nei vasi di vetro. Per il sottovuoto, chiudete i vasi e teneteli capovolti per alcune ore fino a raffreddamento.

 

Granita di limone

1 bicchiere di succo di limone, 1 bicchiere di zucchero, 2 bicchieri di acqua minerale, 1 bustina di vaniglia. Sciogliete lo zucchero in un po’ di acqua tiepida, aggiungete  la restante acqua, la vaniglia  e il succo di limone mescolando bene. Sistemate il liquido ottenuto in un recipiente di vetro coperto e mettere in congelatore per alcune ore. Potete decorare la granita con un po’ di confettura di limoni.

Bucce d’arancia candite

Scegliete alcune arance carnose e sbucciatele a vivo. Mettete in acqua fredda le bucce per due giorni rinnovando l’acqua per 3-4 volte al giorno, poi sgocciolatele e pesatele. A parte pesate la stessa quantità di zucchero (per 250 grammi di bucce occorre 65 dl di acqua) e fatelo sciogliere insieme all’acqua a fuoco basso in una casseruola finché lo sciroppo non diventerà limpido, quindi immergete le bucce tagliate a striscioline e lasciate cuocere finché lo sciroppo non si sarà assorbito (il tempo di cottura va dai 10 ai 15 minuti).Appena le bucce saranno fredde, staccatele con un cucchiaio di legno e conservatele in un vasetto di vetro.

 

Pasta di San Giuseppe

Ingredienti: tutte le verdure di stagione, cioè carciofi, carote, finocchietto selvatico cavolfiore, cipollette, pisellini etc…

bucatini o spaghetti- filetti di sarde crude o di acciughe sottolio- formaggio pecorino –pangrattato e mandorle tostate.

Procedimento

Lessare le verdure e nell’acqua di cottura cuocere la pasta. Mantecare le verdure con un po’ di pomodoro pelato, le sarde o le  acciughe, formaggio  e olio d’oliva- Condire la pasta e sistemarla in una pirofila e condirla con le verdure mantecate. Tenere in forno per 20/30 minuti e cospargere di mandorle e di pangrattato tostati.

È una pasta povera , tipica della Sicilia occidentale, ma molto gustosa… Buon appetito

I due colombini

Nel terrazzo di casa una colomba grigio-azzurra trovò in un angolo ombroso e nascosto un vaso di gerani e pensò di costruirvi il suo nido. La colomba Lalla svolazzava ogni mattina al sorgere del sole e spiegava felice le sue splendide ali nel cielo limpido di giugno.

Un giorno la padrona di casa si accorse di lei e non volendo farle del male, aprì la grande persiana che si apre sul terrazzo.

Senza creare tanto rumore si avvicinò al vaso dei gerani  e cominciò ad innaffiare tutte le piante spruzzando alcune goccioline di acqua fresca sul capino di Lalla.

Il caldo afoso della Sicilia, in quei giorni, era insopportabile ma la colomba si muoveva graziosamente rimanendo tranquilla e sicura di essere accettata.

Dopo qualche giorno, nel vaso dei gerani, la zia Nella vide un piccolo uovo bianco e liscio come un sasso di mare, uno di quei sassi che Giusi e le altre bimbe raccoglievano sulla spiaggia di San Giorgio per disegnarvi su qualcosa o per giocare.

Quel piccolo uovo sembrò un dono del cielo per la zia e per le sue amiche, un dono significativo perché il  giorno dopo Lalla depose un altro piccolo uovo uguale al primo. La zia segnò la data sul calendario, era il tre giugno, e aspettò che nascessero i due colombini. Trascorsi venti giorni, un bel mattino, nel vaso dei gerani, accovacciati e tremanti i due piccoli nati muovevano il becco blu e le piumette giallo-chiaro simili a quelle di un pulcino appena nato.

Lalla chiamò i due piccoli Lallo e Lollo, li colmava di carezze e di amore svolazzando spesso alla ricerca di cibo: semini, chicchi di frumento, piccole foglie tenere e altro. La zia tornava a vederli più volte e spruzzava sul loro capo goccioline di acqua fresca.

I due colombini   rimasero per un po’ di giorni sul terrazzo di casa, spostandosi in un angolo fresco e ricco di foglie, tra il vaso dei gerani e il muretto del terrazzo. Appena cresciuti e in grado di volare, hanno lasciato il  posto in cui sono nati e sono volati via, liberi di volteggiare nel cielo azzurro, di unirsi ad altri colombi, di fermarsi sui rami degli alberi e di guardare con stupore il melo fiorito.

La zia Nella li vede tornare ogni tanto, all’imbrunire, e avverte la gioia di averli accolti, là in quell’angolo del terrazzo di casa.

Nella Cusumano Lombardo

La natura e i poeti

In ogni periodo letterario, i poeti hanno cantato la natura, le sue bellezze, la sua virtù consolatrice degli affanni che gravano sulla nostra vita quotidiana. Anche i mesi trovano largo spazio nei versi dei poeti dell’Ottocento e del Novecento, ma elencarne alcuni non è impresa facile e di breve respiro. Penso al Pascoli, a Quasimodo, a Montale, per citare quelli che vivono, respirano dentro  il mio animo e mi aiutano a capire meglio il loro vissuto e anche il mio. Rileggo le Myricae del Pascoli, Odore di eucaliptus, Il falso e vero verde di Quasimodo, I limoni e Per un fiore reciso  di Montale e nuove emozioni emergono e mi stupiscono. Amo la poesia e i poeti che l’hanno composta, in vario modo e in tempi diversi. Non dimentico gli scrittori noti per altra produzione, come Luigi Pirandello, autore di poesie o meglio frammenti poco noti al grande pubblico.

Ne trascrivo una, dal titolo  Ritorno

Casa romita in mezzo a la natia

campagna, aerea qui, su l’altipiano

d’azzurre argille, a cui sommesso invia

fervor di spume il mare aspro africano,

te sempre vedo,sempre da lontano,

se penso al punto in cui la vita  mia

si aprì piccola al mondo immenso e vano:

da qui-dico-da qui presi la via.

Da questo sentieruolo tra gli olivi,

di mentastro, di salvie profumato,

m’incamminai pe’ il mondo, ignaro e franco.

E tanto  e tanto, o fiorellini schivi

tra l’erma siepe, tanto ho camminato

per ricondurmi a voi, deluso e stanco.

I versi, nella loro composta misura, trasmettono immagini forti e suggestive, dal mare africano che bagna la mia isola, alle piante semplici, agli ulivi, che il nostro autore agrigentino prediligeva,tanto da suggerire al figlio Stefano un grande olivo saraceno per la scenografia de I giganti della montagna. Il ritorno del nostro è il ritorno ideale di ciascuno  di noi nella propria terra, il bisogno di ritrovare le proprie radici e l’inizio della nostra storia personale.

Per me è una grande e commovente storia quella dei miei lontani progenitori, quella dei nonni e dei miei genitori che hanno dato luce e forza alla mia giovinezza.

Nella Cusumano Lombardo

Marzo pazzerello

Un detto antico  recita: “marzo pazzerello vede il sole e prende l’ombrello“. Da molti anni le stagioni non arrivano con la cadenza prescritta dal calendario,né i tempi delle quattro stagioni sono quelli della mia infanzia. Il nostro pianeta ha subito e subisce assurde trasformazioni dovute al buco dell’ozono, dicevano, a surriscaldamento che ne consegue, alle sperimentazioni in agricoltura e a tante altre cause che non sto ad elencare. Di fatto viviamo male in un mondo altamente tecnologico e progredito… nonostante la povertà in aumento, le migrazioni continue che hanno fatto del Mediterraneo un cimitero che porta tristezza e preoccupazione per la indifferenza del signori governanti e per la assoluta mancanza di possibili soluzioni che porterebbero i popoli della fame e della guerra ad essere aiutati in regioni dell’Africa , specie del Sud, là dove esiste anche un tipo di vita accettabile.

Torniamo al nostro marzo, che inizia giusto oggi e ci prepara chissà quali sorprese. Il freddo di marzo, dicevano, entra nelle corna del bue, ma entra anche nella vita di ciascuno di noi, desiderosi come sempre, di vedere fiorire i prati, gli alberi adorni già dei fiori  che preparano la formazione dei frutti. Pensiamo che il giorno 21 inizierà la primavera e aspettiamo con serenità il giorno che segue al giorno, convinti che la vita va vissuta passo passo, senza affanni né eccessive preoccupazioni per il domani.

Carpe diem, consigliano anche oggi i nostri padri.