Il coniglio e le margherite

Il coniglio Bianchino il primo maggio  pensò di andare in giro per la piccola città dove era nato. Erano 300 metri dalla sua casetta sul prato, che egli attraversò saltellando, felice del sole già alto e sorpreso di vedersi intorno tanti fiori gialli, le margherite, dette “fiori di maggio”, anche se in Sicilia si vedono già all’inizio di marzo. Infatti aveva sentito dire agli  anziani: “Aprili fà li sciuri e li biddizzi e maju si ‘nni prea”, che significa “aprile fa spuntare i fiori nella loro bellezza e maggio se ne rallegra”.

Moltissime margherite sembravano sorridere al passaggio di Bianchino, che si fermò per raccoglierne una e sfogliarla come aveva visto tempo fa quando due ragazzi innamorati ripetevano “mi ama, non mi ama”strappando i piccoli petali del fiore che doveva rispondere alla loro domanda.

Il coniglio si chiedeva cosa volesse significare quel gioco e pensava  che l’amore è importante se tutti ne parlano, se le canzoni lo esaltano, se molti piangono per amore. Ma per lui essere amati  e amare era un fatto comune, però  non sapeva bene come e perché si parlasse tanto di amore se moltissimi bambini muoiono per la fame, se tante mamme perdono i loro cari a causa delle guerre e delle calamità naturali, come il disastro di Ischia, dove molti hanno perduto la casa e sono morti travolti dal fango. Come si può parlare di amore se quello che accade in questo mondo, a sentire le notizie del telegiornale, è tutto il contrario ? Pensieroso e in cammino verso la sua piccola città, Bianchino incontrò un anziano, che si appoggiava ad un bastone e chiese a lui qualcosa che lo aiutasse a capire.

Il signore  anziano gli disse:  “Come mai ti poni tante domande? Sei molto curioso e questo mi fa piacere, ma voglio raccontarti una  graziosa storia che ti farà capire molte cose”.

Così cominciò: “Esiste l’ albero dell’Amore, è un grande  albero invisibile ma vero, con tanti rami che si innalzano verso il cielo e sembrano tante braccia che pregano.

Ogni ramo ha un significato: il primo  ramo significa l’amore per i genitori, i nonni, gli zii e tutti i familiari , il secondo l ‘amore per gli amici, il terzo l’amore per i più poveri, il quarto l’amore per la propria città, il quinto l’amore per la natura , per gli alberi e i fiori. Tanti sono i frutti dell’albero dell’amore, ma il  più bello e il più importante  è la bontà.  Se vuoi, aggiungi altri rami di cui non ti ho parlato”.

Bianchino ascoltava meravigliato e contento, poi salutò con un bel grazie l’anziano e continuò per la sua strada pensando di raccontare tutto ai suoi amici, in particolare a Gianna e  a Celestina.

                                                                                                 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                              

Pubblicato da

Nella Cusumano

Amo scrivere poesie e racconti, a parte le ricette antiche della cucina siciliana che amo in particolare perché sono sempre vissuta qui e nata per caso nel Friuli.

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