Il Carnevale di Bianchino

Il coniglio Bianchino, dopo il periodo della neve e del freddo, si accorse che era già arrivato il Carnevale, festa per i bambini e per i grandi in tutte le città del mondo.

Si chiedeva: Perché il carnevale è una festa? Le maschere cosa significano?Pensando e ripensando sentì un rumore di passi e guardandosi intorno vide  le sue amiche Gianna e Celestina che aiutavano l’orsetto Potj a vestirsi in maschera perché quella domenica c’era la sfilata delle mascherine per le vie della città. Il vestito che  indossava l’orsetto raffigurava un gattino dal pelo rosso e bianco, con una coda morbida e lunga che si attorcigliava su se stessa e serviva al piccolo per farsi notare di più.

Bianchino osservava da lontano e si divertiva a vedere il suo amico vestito da gattino perché le piccole orecchie di Potj, bianche e appuntite uscivano dal berrettino e sembravano quelle di un vero gatto. Però il coniglio non sapeva quale maschera scegliere e  come vestirsi e allora chiese consiglio alle due amiche, che dopo aver pensato un po’ gli dissero: “Vestiti da volpe, così potrai evitare le cattiverie di quella bestiaccia furba che  mangia i pulcini, le ochette e anche i coniglietti e li coglie di sorpresa,di notte, quando dormono”.

A Bianchino  piacque molto l’idea di vestirsi da volpe e andò per i negozi a cercare il suo vestito, che trovò  in piazza Matteotti, nel negozio di Antonietta. Così in un attimo, senza aspettare un minuto di più, la volpe fu pronta per farsi ammirare da tutti.

Intanto Gianna e Celestina pensavano a tanti bimbi che non potevano partecipare alla sfilata delle maschere perché non avevano il vestito adatto o perché qualcuno dei loro cari stava male e allora allontanandosi dalla piazza tornarono a casa e pensarono di preparare i dolci di carnevale, cioè le chiacchiere e le castagnole che la zia Nella preparava ogni anno. Si misero al lavoro alla svelta  e  riuscirono  a confezionare  dolci buonissimi e abbonanti da riempire un bel vassoio di cartone dorato , da regalare ai bambini dell’Istituto di via Denaro, che di sicuro erano rimasti da soli senza poter andare alla festa in piazza.

Perché tante mascherine, tanti coriandoli, stelle filanti? Forse il carnevale è solo la festa dei bambini che amano giocare vestendosi in maschera, pensò Bianchino, oppure è la festa dell’amicizia e della bontà, visto che Gianna e Celestina sono state così brave a preparare tanti dolci gustosi?

Che ne pensi, mia cara Anastasia? E voi, cari ragazzi, cosa ne dite? il carnevale significa qualcosa per voi?

Nella Cusumano- dal libro Raccontami una storia-Lithos editore- Castelvetrano (TP)

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Pubblicato da

Nella Cusumano

Amo scrivere poesie e racconti, a parte le ricette antiche della cucina siciliana che amo in particolare perché sono sempre vissuta qui e nata per caso nel Friuli.

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