Giorni della merla

Siamo già arrivati

ai giorni della merla

freddi più del solito

immersi  nel cielo ovattato

di questo gennaio

che corre e si snoda

velocemente.

Aspetto la luce

del sole isolano

ma vedo il profilo

delle città e delle colline

sfumato e avvolto

da una tristezza indicibile.

Questa nostra terra

di Sicilia sorride

quando il sole la illumina

e la speranza di una

vera rinascita

la consola.

 

 

 

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Ritorna il sole

20 gennaio, mercoledì

ritorna a splendere il sole

sulle cime innevate

lontane da me

ma visibili dal terrazzo

che dà sulla piccola valle

e termina con il mare

di Selinunte, antica

splendida colonia greca.

Sorridono i fiori gialli

del trifoglio e della rucola

che fanno siepe e colore.

Ritorna il sole

ritorna la speranza

di una primavera

che si annuncia

solare e luminosa.

 

 

Gennaio

Corre gennaio

Il tempo accelera il suo ritmo e vedo correre a grandi passi il primo mese di questo anno 2016, anno bisesto e spero non funesto, come recitava un antico detto popolare.Il clima invernale e le stagioni non ci sono più e la mancanza di pioggia danneggia fortemente tutte le colture, alberi e ortaggi in particolare. Il disastro ambientale e l’inquinamento del pianeta terra, nonostante i convegni dei potenti della terra, sono evidenti e preoccupanti. Le notizie trasmesse tal telegiornale provocano ansia e paure per la violenza dilagante, per la follia degli umani che vogliono uccidere, annientare la vita con i  mezzi più impensabili. Dove sono finiti i valori della famiglia, del lavoro, del rispetto per le fasce deboli? Si è perso il senso della vita come bene ricevuto, da spendere e da valorizzare in tutti i modi, si è perso il legame con Dio, creatore del mondo, della natura e dell’umano.Il cantico francescano Laudato si’ va riletto, meditato, cantato, riscoprendo la gioia di essere e di esserci, in questo mondo così mutato e così problematico. Trascorra gennaio serenamente per voi miei lettori e anche per me.

Nella Cusumano

Sotto la neve pane

 Arriva  il nuovo anno e la pioggia invocata bagna di goccioline i nostri alberi, i prati e i ciclamini fioriti e resistenti al freddo di gennaio. Arriva la neve nelle città del Nord Italia e lo smog si attenua, con grande consolazione di tutti. Desideriamo tanta neve, che torni a fioccare per diversi giorni, in modo da ricoprire di un candido manto le città e i campi. le strade e i ponti, gli alberi e l’erba dei prati.Un vecchio detto recita “sotto la neve pane” e io credo che sia vero perché la Natura sa costruire nel profondo della terra, segue le sue regole e i suoi tempi, fa crescere e germogliare il seme nascosto nei solchi. Il chicco di grano mi ricorda la filastrocca che recitavamo da bambini e iniziava così: chiccolino dove stai? sottoterra, non lo sai? e là sotto non fai nulla? dormo dentro la mia culla e infine proseguiva così : una spiga metterò e tanti chicchi ti darò. 

Il nuovo anno è cominciato con la pioggia e la neve e a me sembra un presagio di qualcosa che dovrà cambiare, un avviso che ci fa sperare e pensare senza paura ai giorni che verranno . Mi auguro che il 2016, anno bisesto, non sia anno funesto, ma che porti fiducia e serenità in tutte le realtà in cui ci troviamo: la famiglia, la scuola, le associazioni culturali. Questo il mio augurio di buon anno.

                                                                                   Nella Cusumano