Le palme a Natale

Colpite dal punteruolo rosso

tristi le mie palme

che si alzavano liete

in vista del mare africano.

Ora le vedo dimesse,

distrutte nel profondo del cuore

in questo clima di attesa

del Natale, festa dell’Amore.

La povertà e la semplicità

della grotta di Betlemme

ci portano lontano

dal consumismo sfrenato

irrazionale, insensibile

alla povertà dell’altro

del fratello che vediamo

ogni giorno, vicino a noi

ma lontano dal nostro cuore.

Il punteruolo dell’egoismo

e dell’indifferenza

ha colpito le coscienze

ha distrutto la bellezza

dell’essere umanità

per gli altri, creature

di ogni razza e religione,

preziose agli occhi di Dio.

Possa il Bambino

che viene tra noi e ritorna

con sembianze

indifese e innocenti

scaldare il nostro cuore,

illuminare la nostra mente

confortare la nostra sofferenza.

Nella Cusumano Lombardo

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L’agave di San Giorgio è fiorita

Nel mese di Giugno le grandi foglie verdi con striature gialle cominciavano ad abbandonarsi al calore del sole e all’umidità della notte, quando vicino al mare tutto sembra ricoprirsi di una patina umidiccia e fresca specie se la brezza riesce a spezzare l’afa tipica dell’estate siciliana.

Intanto dal centro della gigantesca pianta si era alzata una sorta di infiorescenza altissima da raggiungere i rami del pino marittimo che già supera il terrazzo della nostra casa sul mare : i fiori a grappolo sembravano scherzi della natura e per le piccole bacche intrecciate a foglie sottili e per la disposizione simmetrica sui due lati del fusto centrale. Lo stupore di una simile fioritura ci aveva presi e ne parlavamo con gioia…finchè un giorno quasi alla scadenza del ferragosto le lunghe striate foglie si afflosciarono adagiandosi sul terreno come stanche e prive di entusiasmo , mentre il fusto fiorito si ergeva superbo a sfidare il cielo e il mare , contemplava le altre case circostanti, vedeva le tortore e gli altri uccelli posarsi sul pino e sicuro di sé non si preoccupava di quanto stava accadendo alle sue radici e alla pianta che gli ha dato la vita.

Poi uno di noi va sul terrazzo e rivede il fiore dell’agave ancor più da vicino e ne osserva i piccoli grappoli che sorreggono particolari pannocchie, si chiede perché le lunghe foglie sono così dimesse e chiede a se stesso perché il fiore significa la morte della pianta che per molti anni, forse venti, aveva fatto bella mostra di sé e aveva anche punto le mani di Michele che cercava di tagliare le foglie acuminate ormai secche e ne aveva sentito i morsi sulla sua pelle: strana cosa la vita dell’agave. Ne esistono 350 varietà, proviene dalle zone calde dell’America, se ne fa largo uso e per le fibre adatte per cordami e per il succo adoperato per alcune bevande anche alcoliche come il mescal e il pulque diffuse in Messico

L’agave fiorisce una sola volta e nello stesso tempo muore. Triste a me pare questa storia ma ricca di significato : sarebbe molto bello lasciare questo mondo dopo aver dato il meglio di noi stessi, il fiore della gioia, della bellezza interiore che traspare da tutto il nostro essere, la serenità di aver compiuto bene i nostri doveri e soprattutto la certezza di aver diffuso attorno a noi l’amore e la comprensione.

                                                                                     Nella Cusumano Lombardo

La tempesta

“Passata è la tempesta

odo augelli far festa…”

così il caro Leopardi

che studiavo a memoria

alunna di quarta elementare

ignara e felice.

La buona suora

non osava spiegare

il significato della tempesta

né alcuno di noi

si chiedeva il perché

dei versi leopardiani.

Oggi meditando

la pagina evangelica

della tempesta sedata,

ripenso ai vari momenti

difficili e burrascosi

che hanno segnato

la vita di molti

e anche la mia.

La barca in pericolo

la paura e l’ansia

lo sconforto

la sensazione

di solitudine

senza uscita

il silenzio di Dio

hanno turbato

profondamente

diversi momenti

della nostra vita

e non sapevamo

che il Maestro

era con noi

sulla barca

pronto a sedare

la tempesta

a ridare a ciascuno

gioia e speranza.

Nella Cusumano Lombardo

QUALE REPUBBLICA – festa del 2 giugno

In quale realtà

viviamo

come e perché

la nostra vita

continua

a scorrere

fra timori

e tasse continue

che sfiancano

deprimono

e cancellano

ogni speranza?

Domande rivolte

a tanti che presumono

di portare avanti

questa nostra Italia

che affonda

come i barconi

dei migranti

e dei profughi

numerosi

in attesa di aiuto

e di alloggio.

Non sappiamo

dove andremo

né quando finiremo

di sentirci

sul fronte di una guerra

rivolta a ciascuno di noi

nati nella nostra bella terra

e profughi in fuga dalla vita

dignitosa degli anni

ormai trascorsi

e perduti.

Nella Cusumano Lombardo

Un rettangolo di luce

Maggio fiorisce

per ogni angolo

di questa nostra terra

isolana, inondata

dalla luce accecante

del sole meridiano

e dei cespugli di ginestre

sparsi sul ciglio

della statale

e negli spazi

del piccolo giardino

della nostra casa

di San Giorgio.

Ritorno a Ribera

e dal divano antico

della casa materna

intravedo un rettangolo

di luce pomeridiana

intensa, filtrata dalla tenda

e intravista dalla tastiera

del pianoforte che rimane

silente e pensieroso

in attesa del suono tanto amato

e ripetuto nel corso degli anni

fra la gioia dei piccoli

e l’approvazione

degli adulti.

Pensieri diversi

affollano la mia mente

ricordi belli e luminosi

si confondono

nel rettangolo di luce

che mi giunge opportuno

in un giorno di maggio.

Nella Cusumano Lombardo