Il gusto della decenza

Ai nostri giorni si è perso il gusto e il piacere della decenza, quella decenza quotidiana  che il poeta Eugenio Montale riteneva necessaria, pur sapendo di essere ligure, “un po’ stundaiu”, cioé un misto di orgoglio, timidezza, diffidenza, un certo complesso di inferiorità bilanciato dal senso di superiorità nell’ordine dei valori morali”.

Dalle trasmissioni televisive più divertenti, come il Si que vales conduttore Jerrj Scotti, con la presenza di altri personaggi televisivi e no, mi giungono immagini poco decenti nel senso proprio della parola. La diva Belen, seminuda, ostentava il seno prorompente sostenuto da due esili bretelline e il resto del fisico  addobbato con velate stoffe improbabili.  La ingenuità  voluta, ma inconsistente, di una donna che possiede doti  e fascino, mi ha portato a pensare al poeta Montale, premio Nobel, noto ai miei lettori , autore di sillogi famose e del Male di vivere, che intendo ricordare: “Spesso il male di vivere ho incontrato….”.

Avverto il male di vivere oggi, in un mondo alla deriva, almeno per certi aspetti e spero tanto che il bene in cui crediamo  in molti, prevalga sul cattivo gusto, sulla indecenza, sulla violenza legata alla corruzione. Rimane soltanto la speranza che qualcosa cambi. Buona giornata

 

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Ottobre

Trasparente luce d’ottobre al cui tepor nulla matura perchè già tutto maturò….” scriveva Ada Negri in un testo poetico del Novecento.

Ottobre corre già con il susseguirsi dei giorni e delle ore, in attesa della stagione autunnale che tarda a venire per i cambiamenti climatici nocivi alle persone e al creato in genere. Dall’album dei ricordi: il primo di Ottobre si tornava tra i banchi di scuola e si riprendeva il ritmo del lavoro scolastico, del rapporto con i compagni di classe, con i professori e con la vita studentesca  dei lontani anni ’60.  Si viveva lietamente la stagione autunnale, che arrivava puntuale dopo il 15 del mese, quando temporali  e piogge a dirotto  davano l’annuncio della nuova stagione. Ai tempi  d’oggi, nessuna stagione arriva  nel mese previsto, i terreni coltivati a vigneto o a oliveto offrono anzitempo i loro frutti maturi tanto che la molitura delle olive , qui in Sicilia, è in atto e l’olio verde già rallegra le nostre mense. In questo mese siamo prediletti quanti festeggiamo il compleanno e precisamente Michele,  Nella, Giusj, Emanuele e altri  che non so. Non pensiamo alla tradizionale torta,  ma stiamo vicini con il cuore e con la mente  a quanti ci vogliono bene e diamo lode al buon Dio per i doni che ci ha dato tramite i nostri cari e le persone significative incontrate negli anni. Buona domenica per tutti voi.

San Francesco

Oggi viene ricordato il Santo Patrono d’Italia, un santo di altri tempi, pensano molti, ma  il mondo  in cui viviamo richiede la spiritualità di Francesco, reclama il rispetto e l’attenzione per il creato, per tutte le creature viventi e per l’essere umano in particolare. Il bisogno di semplicità e di chiarezza nasce dal disagio e dallo scontento che avvertiamo ascoltando le ultime notizie trasmesse dalla Tv e dai cosiddetti social,  infestati da tutto e da tutti. Scegliere la assoluta povertà, come fece il nostro Santo, per noi è pura follia, ma la vita di un uomo straordinario è cosa rarissima, unica ed eccezionale. Così scriveva Herman Hesse in una biografia del 1993: ” ogni vita  così vissuta è un ritorno all’inizio della creazione, uno struggente saluto dal Paradiso di Dio. Infatti quei grandi sognatori, quelle anime eroiche hanno sempre disdegnato di bere da acque torbide…. anzi hanno sempre anelato, in un impeto insaziabile, alle fonti prime e pure di ogni forma e di ogni vita. ..E così hanno avvicinato tutti gli altri uomini a Dio e restituito valore e pregio al mistero della creazione”. 

Una festa per la Madonna

In molte città della nostra isola, a scadenza annuale, ritornano le cosiddette feste che celebrano la Vergine Maria. A ferragosto, nella città di Sciacca, una festa grandiosa  viene dedicata alla Madonna del Soccorso, venerata nella basilica cattedrale. Grandi folle arrivano dalla città e dai paesi vicini, vengono celebrate messe e viene portato in processione dai marinai scalzi il simulacro della Vergine. Celebrazione antica e commovente per chi ha la fortuna di vederla dal vivo.

A Ribera, piccola città della mia infanzia, nei giorni 7-8-9 settembre si festeggia Maria Bambina con diverse celebrazioni religiose e con una fiera ricca di tutto e situata nella via Marconi, una delle  tre arterie principali di quella città. Negli anni della mia infanzia la fiera era un avvenimento unico, atteso  e desiderato da noi ragazzi e dagli adulti. Veniva preparata la salsiccia e la “cubata”, una sorta di torrone casalingo a base di mandorle tostate, miele e zucchero. I venditori proponevano anche le mandorle glassate e il gelato di campagna, coloratissimo e dolcissimo.

A Castelvetrano- Selinunte, città ricca di storia e di tradizioni.  la terza domenica di settembre, viene festeggiata la Madonna della Tagliata, ritrovata dai tagliatori  di pietra in una giara. Nel piccolo santuario che somiglia ad una chiesa campestre, è venerata l’immagine della Vergine con celebrazioni che durano 5 giorni. La fiera dura solo  3 giorni ed è  ricca di baracche che propongono giocattoli, utensili. oggetti in legno e in ceramica tunisina, tappeti, vestiario per tutte le età e altro.

Le fiere, che si tengono in occasione delle feste dedicate alla Madonna erano un avvenimento  unico fino agli anni ’60, ma ai giorni nostri i mercatini settimanali e i supermarket insieme alle vendite online, hanno sostituito  la fiera collegata alla festa religiosa. Rimane il senso religioso, vivo nell’animo di tante persone che partecipano alle celebrazioni, compiono  il pellegrinaggio  camminando  anche a piedi nudi per il lungo viale che porta al santuario. Fede popolare o folklore? direi di si, ma  ben vengano queste feste se fanno parte delle nostre tradizioni e ci riportano agli anni della nostra infanzia.

La canna fiorita

In un angolo del mio terrazzo fiorisce ogni anno una pianta, ( mi fu donata tempo fa da una mia cara amica) , detta comunemente canna indica, originaria dei Caraibi, diffusa in varie zone del nostro pianeta. La bellezza del fiore, di colore rosso o giallo, mi ricorda le canne fiorite della tenuta di Piopposecco, dove mio padre aveva acquistato un appezzamento di terreno coltivato a frutteto e agrumi. La fioritura delle canne, nei mesi estivi, rallegrava il confine del terreno definito  giardino dai coltivatori di Ribera e dintorni.

La nostra pianta  “erbacea perenne” , viene detta achira , proviene da un rizoma carnoso e ramificato e può raggiungere  da 1 a 3 metri di altezza. Si coltiva in zone sul livello del mare e in zone montuose fino a 2700 metri di altitudine. Tra i parchi, in cui la canna fiorita è presente, ricordiamo quello delle Isole Borromee, la Villa Margherita a Trapani , il Parco dell’ambasciata italiana di Addis Abeba, e la Villa Taranto, che possiede 10.000 esemplari. In campo alimentare vengono utilizzati i rizomi e i semi vengono adoperati per comporre collane e maracas. La canna indica è una pianta ornamentale e va apprezzata per la sua bellezza e utilità, anche se trascurata per dare posto a piante più sofisticate.

18 anni

Aveva diciotto anni, e a quell’età se il cielo è azzurro vi ride negli occhi, e gli uccelli vi cantano nel cuore.
(Giovanni Verga, I Malavoglia)

“Ti comporti da diciottenne.”
“Ma io ho diciott’anni!”
“Non è una buona ragione…”.
(Gesualdo Bufalino)

Il buon senso è l’insieme dei pregiudizi acquisiti dall’età di diciotto anni.
(Albert Einstein)

A diciotto anni le convinzioni sono le colline da cui ci affacciamo alla vita. A quaranta sono le caverne in cui ci nascondiamo.
(Francis Scott Fitzgerald)

L’angelo che ha visto la tua nascita ha detto:  Piccola creatura, frutto dell’allegria e del sorriso, vai e spargi amore.
(William Blake)

Diciotto anni. Quell’anno è nella mia vita come la vetta di un monte, poiché risvegliò in me la consapevolezza e mi fece comprendere le vicissitudini dell’umanità. In quell’anno rinacqui e, se una persona non rinasce, la sua vita resterà come un foglio bianco nel libro dell’esistenza. In quell’anno, vidi gli angeli del Cielo guardarmi dagli occhi di una splendida donna. Vidi anche i diavoli dell’inferno infuriare nel cuore di un uomo malvagio. Colui che non vedrà gli angeli e i diavoli nella bellezza e nella malvagità della vita sarà ben lontano dalla conoscenza, e il suo spirito sarà vuoto di affetto.
(Kahlil Gibran)

Diciotto anni. A questa età, la felicità e la tranquillità hanno la tendenza ad apparire inconciliabili…
(Guy Ménard)

Avrò diciotto anni fino alla morte.
(Haruki Murakami)

La vita sarebbe infinitamente più felice se potessimo nascere all’età di ottant’anni e gradualmente approdare ai diciotto.
(Mark Twain)

I giovani tra i sedici e i diciotto anni uniscono in sé un’innocenza soffusa di ingenuità, una radiosa purezza di corpo e di spirito e il bisogno appassionato di una devozione totale e disinteressata. Si tratta di una fase di breve durata che, tuttavia, per la sua stessa intensità e unicità, costituisce una delle esperienze più preziose della vita.
(Fred Uhlman)

Tu raccoglierai nella vecchiaia i frutti della tua condotta di giovane uomo. Sii felice a diciott’anni, serio a venticinque anni, saggio a trenta e tu sarai ricco a quarant’anni.
(Honoré Beaugrand)

 

Festeggiare persone e cose

Ai nostri giorni  vediamo il susseguirsi della cosiddette sagre, che nella zona del Belice vengono organizzate con tanto entusiasmo, rivolgendo attenzione al mondo vegetale e animale.  Mi riferisco della Sagra della cipolla a Partanna, la Sagra della pecora a Gibellina, la Sagra della salsiccia e del carciofo altrove…. tanto per citare alcuni eventi pubblicizzati alla grande. Un evento che mi ha sorpresa, scorrendo le informazioni che fornisce Google è la Sagra della terza età, che non conoscevo.

Chi vive serenamente gli anni  che seguono il pensionamento già festeggia ogni giorno a modo suo, senza clamore.

Un evento ancora più diffuso è la festa per i 18 anni, quando i genitori e i giovani prossimi alla maggiore età si preoccupano di organizzare una megafesta, che dovrà coinvolgere amici e parenti. Si cerca una “location” appariscente, un “catering” ricco da stupire gli ospiti, il fotografo, il complesso musicale e altro che non so dirvi.

A tal proposito vorrei trascrivere per i miei lettori il pensiero di alcuni autori famosi che dicono qualcosa sui 18 anni. Lo farò in una seconda pagina.