La luce del Risorto

Cieli grigi, fasci di luce

nel cielo di Aprile.

Penso alla luce intensa

del cielo limpido

e azzurro  della nostra

primavera  siciliana

tradita dalle stagioni

ormai inesistenti

e dal clima impazzito.

Vedo un timido arcobaleno

all’orizzonte e ancora fasci di luce

che mi comunicano gioia e speranza.

La luce del Risorto, solo quella

può recare serenità e verità

può darmi forza e volontà

per credere e per amare

nonostante tutto.

Auguri per tutti i miei lettori, che credono nella Pasqua.

 

 

 

 

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Piove su ciascuno di noi

Piove sul giusto e piove anche sull’ingiusto:

ma sul giusto piove di più, perché l’ingiusto gli ruba l’ombrello.

 

If debugging is the process of removing bugs,

then programming must be the process of putting them in(Dijkstra)

God is Real, unless declared Integer.

Se riuscirò ad aprire un angolo nuovo nel cuore di un uomo, anche se solo per lui, io non sarò vissuto invano (Gibran K. Gibran)

La pioggia, benefica se riesce a salvare le piante e gli alberi portando il refrigerio necessario alla natura e a noi esseri umani, talvolta diventa pericolosa, torrenziale, travolge argini e terreni, danneggia le piantagioni e le serre. I nostri nonni affermavano Aprile, ogni goccia è un barile… e mi auguro che questo mese  sia così benefico .

 

 

Essere misericordiosi

Vorrei capire bene se la carità si sposa con la misericordia, ma dagli scritti del nostro Papa Francesco, sembra che l’una si possa legare all’altra indissolubilmente. Sentire il bisogno di amare il prossimo, il fratello che ti è vicino e l’altro che, come essere umano  ha bisogno di te, fa parte della vita di un credente. In tante situazioni  ho ricordato una frase di Dostoevskij che nei Fratelli Karamazov, così scriveva :”tutto ciò che è vero e bello, è sempre pieno di misericordia infinita“. A parte la frase dello stesso autore sulla bellezza che salverà il mondo, penso che il nostro mondo va salvato da tanti altri fattori come la tolleranza, la prudenza, la giustizia,  la fortezza, solo per citare le virtù cardinali sapendo bene che le  virtù teologali, fede, speranza e carità sono necessarie per sostenere le altre.

In alcune situazioni, quando alcune persone di fede cristiana hanno messo in pratica la misericordia, si sono viste accusate e offese senza aver commesso gravi errori, ma solo per aver dimostrato attenzione verso una persona anziana e malata, per aver telefonato ad un’amica comune chiedendo notizie. Allora si è scatenata una serie di incomprensioni e di malessere, ragion per cui la misericordia se ne va a carte quarantotto….. come dicevano i nostri nonni.

Come comportarsi con persone così fatte ? Age quod agis dicevano i nostri padri, fare il bene se per noi è giusto farlo, perdonare in ogni caso e non aspettarsi nulla in cambio. E in questo troveremo la “perfetta letizia” di San Francesco.

Il valore della parola

 

Ai nostri giorni la parola sembra essersi eclissata, nascosta tra le pieghe del consumismo sfrenato e nella velocità degli smartphone  e dei cellulari in genere.

Spesso vedo, nelle sale dì attesa del mio medico o altrove, giovani e meno giovani intenti a scorrere sul video del loro telefono amico, utilizzando un dito  per fermare i messaggi e vedere quanto altri hanno scritto, continuando a inviare immagini e foto a volte banali e a volte ricche di significato. Un bel gioco forse o meglio un passatempo che accumuna tutti, che  fa tutti desiderosi di comunicare silenziosamente, lasciando la comunicazione verbale in un angolo buio  e negletto. La parola scritta è un valore, una risorsa che troviamo soltanto tra le pagine di un libro, che possiamo portare con noi, sfogliare la sera, leggere lasciando un segnalibro là dove desideriamo ritornare o segnando con un tratto di matita le parti più belle, che ci trasmettono emozioni e valori.

Buona settimana a tutti voi miei cari lettori.

Giornata della memoria

Ogni anno si celebra la giornata della memoria, per ricordare il 27 gennaio del 1945, quando i prigionieri dei campi di sterminio vennero “liberati” per così dire, dalle atrocità viste e subite per anni.

Ho visitato, negli anni della mia giovinezza, i campi di Dachau e di Auschwitz e una grande tristezza invade ancora il mio animo. Allora, non riuscivo a proseguire la visita e, tornando indietro trovai una panchina  per sedermi per dare sfogo al mio pianto, interrotto solo  dal richiamo della guida e dei miei colleghi.

A Terezin, nella repubblica ceca, esisteva un campo di concentramento nazista, detto campo “di passaggio”. Vi furono internati 150.000 persone, 15.000 dei quali bambini. Dei bambini soltanto 100 i sopravvissuti. Uno di loro, nel 1941, aveva scritto alcuni versi dal titolo Vedrai che è bello vivere

 Chi s’aggrappa al nido

non sa cos’è il mondo,

non sa quello che gli uccelli sanno

non sa perché voglia cantare

il creato e la sua bellezza.

 Quando all’alba il raggio del sole

illumina la terra

e l’erba scintilla di perle dorate,

quando l’aurora scompare

e i merli fischiano tra le siepi

allora capisco com’è bello vivere.

 Prova, amico mio ad aprire il tuo cuore alla bellezza

quando cammini tra la natura

per intrecciare ghirlande con i tuoi ricordi

anche se le lacrime ti cadono

lungo la strada,

vedrai che è bello vivere.

Il valore  della vita e della memoria, definita unico filo prezioso che ci lega al passato e valorizza il presente, venga trasmesso alle nuove generazioni, così distratte e poco presenti, perché possano sentirsi coinvolte con la mente e con il cuore per ricordare sempre le atrocità e gli errori del passato.

Anno nuovo

Anno nuovo vita nuova”... uno slogan che si ripeteva e si sente ancora il giorno di capodanno, forse per augurare a noi e agli altri tempi e vita migliori.

Rileggo un testo biblico, l’Ecclesiaste, che recita così: “ciò che fu è tutto quello stesso che sarà, ciò che avvenne è quello che avverrà , perciò  niente è  nuovo sotto il sole“. Mi chiedo quale anno possa desiderare. Un anno che non sia nuovo ma giusto per tutte le stagioni della vita mi potrebbe andar bene o meglio un anno anziano ricco di salute e di bellezza interiore? Decido per un anno anziano come desiderano (forse) tanti della mia età.

Un detto antico mi torna alla memoria, quando ancora adolescente sentivo affermare “munnu ha statu e munnu è”, che vuol dire il mondo va come va, sempre allo stesso modo, con la gioia e il dolore, con le ingiustizie e le cattiverie, con la ricchezza e la povertà… per non dire altro.

Un anno che comincia ci porta a desiderare, a fare progetti, a prenotare viaggi e crociere per poter vivere momenti intensi di conoscenza e di arricchimento, come se tutto dipendesse da noi, dalle nostre scelte. Non è sempre così, i progetti non si avverano, le difficoltà si presentano, ma noi con la volontà e la voglia di vivere ci muoviamo sulla stessa linea e continuiamo a vivere la vita senza arrenderci. In questo consiste la nostra forza e così  troviamo la nostra salvezza.

San Nicola di Bari

Ogni città  festeggia il suo Patrono, un Santo che protegge  e conforta ognuno di noi. Ribera, piccola città della mia infanzia, dove spesso ritorno per  riaprire la ca dei miei genitori, festeggia molti santi con processioni e una serie di eventi che coinvolgono giovani e adulti. Ricordo le feste di Sant’Antonio, di Santa Rita e della Madonna di Fatima, perché in quelle ricorrenze,  riapro la casa antica di via Roma, mi attivo per adornare i balconi con le coperte ricamate, preparo petali di fiori per spargerli sulla via al passaggio dei santi. Belle tradizioni, diranno i miei lettori, ma sapere di più su San Nicola,  nato nel 260 d.C. a Patara  in Turchia, poi vescovo di   Myra, autore di  tanti miracoli  a favore dei poveri dei quali fu difensore egregio, è un desiderio che ogni abitante delle città protette  dal Santo, dovrebbe sentire e soddisfare.

Sappiamo che le sue spoglie furono rubate nel 1087 da alcuni cavalieri e portate a Bari dove sono custodite, Altre città come Bari  e Ribera lo venerano come patrono: Nicosia. Palazzo Adriano e Salemi.

Diremo in altra pagina di Santa Klaus… il Babbo Natale che tutti conosciamo.